Ubicazione: Primitivo nord B, 357
Riferimento d'archivio: anno 1914, vol. LXXIV, permesso 188
Progettista e scultore: Celestino Fumagalli
Datazione: 1912-1914
Stato di conservazione: buono
Parte architettonica in marmo, cm 400x270x400
Altorilievi in bronzo, cm 210x150x25 ciascuno
Bassorilievo interno in bronzo, cm 52x73x3
Firmato sull'altorilievo centrale, in basso a sinistra:
<<C.
FUMAGALLI».
monumento
EMPRIN
Tuttavia ci pare evidente che le figure e i gruppi di figure abbiano un loro
significato allegorico: nel quadro di sinistra potrebbero essere rappresen–
tate la
Giovinezza e /'Infanzia
(l'uomo e la donna; i due putti); nel quadro
centrale il
Dolore
(i due uomini)
e
la
Morte
(la figura distesa tra i fiori) ; infine
in quello di destra la
Fede
(le tre figure femminili dal mistico ardore) che
permette di superare il dolore (ancora rappresentato dalle figure sedute?).
Vari aspetti della vita umana, insomma, uniti dalla sovrastante croce, sim–
bolo della giustizia divina.
Del resto l'opera s 'ispira esplicitamente al monumento sepolcrale per il
sen. Tito Orsini di Bistolfi (1899-1907). Esso rappresenta dieci figure in al–
torilievo, poste tra il basamento ed una grande croce, simboleggianti fra
l'altro la
Giovinezza, /'Infanzia
(anche qui due putti), il
Dolore
(un uomo in–
ginocchiato con il volto tra le mani), la
Fede
(una fanciulla che volge lo
sguardo al cielo): l'opera
è
significativa «per lo sforzo compiuto nella ricer–
ca di un nuovo linguaggio simbolico, con il quale interpretare una moderna
e civile visione della morte>, e per «la nuova tendenza dell 'iter bistolfiano
verso il ricupero del concetto classico della forma umana>> (Berresford,
1984, p . 84). A tale tendenza, oltre che al concetto dell 'opera, si rifà il Fu–
magalli in queste sculture: i gesti teatrali e la forte plasticità delle figure
so–
praffanno l'eleganza liberty dei panneggi.




