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il

monumento ossario vittime civili della guerra

settima ampliazione viale centrale

67 architetto MARIO OREGLIA,

scultore FRANCO GARELLI:

MONUMENTO OSSAR/0 VIITIME CWILI

DELLA GUERRA, 1954

SETIIMA AMPLIAZIO E · VIALE CE TRALE

Il mausoleo voluto dall'Associazione Naziona- Per la parte architettonica il materiale impiega–

le Vittime Civili di Guerra ed attuato con

il

con- to

è

pietra di Sarizzo e Beola, con un leggero in–

tributo del Municipio di Torino, sorge in uno tervallo verde nella intensità del grigio, sì da ot-

spazio di metri

20,20

per

18,50.

tenere un impasto unico.

È

costituito da muraglioni atti a frazionare, do–

sare e comporre la veduta dei campi circostanti

e della collina, dove la vista della basilica di Su–

perga è voluta in un breve spazio di intervallo

che gli serve da respiro. Gli elementi di una len–

ta, doppia gradinata vincono in elevatezza lo

spazio verso un crescendo, che tocca il massi–

mo con l'altare e la croce. Nocciolo e idea gene–

ratrice dell'insieme

è

l'Ossario: un sarcofago

sopraelevato sostenuto da un unico pilastro

centrale che domina su tutti gli elementi e risul–

ta sospeso su un piano verde naturale, legger–

mente ondulato ed un po' infossato.

Ruotato in pianta di alcuni gradi rispetto agli as–

si principali, provoca un forte effetto dinamico,

trascinando nel vuoto lo sviluppo delle scale e

la sede di alcuni muraglioni-schermo. Esprime

l'idea del sublime sacrificio dei caduti, nata dal–

la

Valle delle lacrime.

Queste sono le espressioni dell'architetto Ma–

rio Oreglia progettista dell'opera realizzata nel

1954;

la scultura, opera di Franco Garelli,

è

rea–

lizzata con tanti frammenti di ferro recuperati

proprio da quelle bombe che durante le incur–

sioni aeree hanno portato a Torino distruzione

e morte.

Gli elementi perimetrali sono composti in mo–

do tale che da ogni punto di vista esterno i di–

versi valori volumetrici conferiscono un senso

di religiosa riservatezza.

Per chi si muova nell'interno dell'area invece, i

muraglioni in pietra presentano le colonne del

lunghissimo elenco dei Caduti

(2045

nomi): so–

no i nomi che vengono di volta in volta incon–

trati dal visitatore e che stanno a ricordare il sa–

crificio di tante vittime, sorprese sul quotidiano

lavoro, nell'abbandono del riposo, nella vita in–

tima della famiglia.

Più su, dietro l'altare e la croce, i nomi bronzei

riflettono all'imbrunire l'ultimo raggio di sole,

come splendenti di luce propria.

In riscontro diagonale all'altare e alla croce si

trova il pilastro più alto con la dedica:

1940-1945 - QUI NELLA PACE DI CRISTO RIPOSANO

PIETOSAMENTE RACCOLTE LE SPOGLIE MOR–

TALIDEICADUTICDnLIDIGUERRA.

La Città di Torino.

L'Associazione Nazionale Vittime Civili di

Guerra.

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