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il

mausoleo di Tamagno

~

Luigi Canina (1795-1856),

archeologo e architetto.

100

Il 31 agosto 1905 moriva a Varese all'età di 54

330

a.C.,

con la iscrizione da lui fattavi incidere

anni Francesco Tamagno.

e così tradotta dal Canina:

~

La salma trasportata a Torino veniva tumulata

nella tomba della famiglia Talamona della

quarta ampliazione, arcata n. 48.

Era ancora nell'aria l'eco della voce del grande

tenore e degli applausi che coronavano le sue

rappresentazioni, che l'amore della figlia volle

conservarli alla memoria dei posteri, innalzan–

do un monumento solenne di severità ed arte

nel cimitero di Torino, città dove era nato nel

1850.

Il comune di Torino, alla domanda dei familiari

rispose con una delibera che assegnava un'area

nella quinta ampliazione. In quel periodo esi–

stevano solo i portici addossati al campo primi–

tivo ed era in costruzione il lato sud sull'angolo

della via Varano.

Il superbo mausoleo inaugurato il30 aprile 1912

venne ideato, disegnato e curato dall'architetto

Raineri Arcaini di Milano, che ne diresse la co–

struzione.

Come ai vittoriosi campioni delle gare di canto,

la Grecia soleva dedicare splendidi monumenti

ad eternarne la fama, così piacque all'Arcaini

l'idea di innalzare sopra la tomba dell'artista, a

ricordo della sua fama e a simbolo della sua ce–

lebrità, un monumento sepolcrale di sapore

greco, quale tributo di onoranza che noi dob–

biamo a chi in quest'arte sa conquistare tanta

celebrità.

Per il mausoleo, dunque, che racchiude la sal–

ma di Francesco Tamagno, nulla si addice me–

glio che il ricordare, riproducendolo sopra il

mausoleo stesso, il monumento di Lisicrate,

Costruzione che Lisicrate fece innalzare per ono–

rare una vittoria riportata dai giovani cantori del–

la tribù Arcamantide, in seguito a una gara tenuta

in Atene, della quale Teone era suonatore dijlau–

tn e Lesiade

il

poeta.

L'Arcaini nello spiegare il concetto della sua

idea scrisse sui disegni:

Tale cospicuo esempio

d'arte greca si innalza sopra l'edificio della cap–

pella che gli serve da piedistallo, porta in fregio

l'iscrizione dettata a commemorare l'avvenimen–

to, ed alla sua sommità campeggia

il

tripode sacro

alle onorificenze, col quale era uso ateniese ono–

rare i trionfi dell'arte.

La cappella propriamente detta, infatti, altro

non

è

che il massiccio, robusto e semplice pie–

destallo del simbolo scelto e sopra innalzatovi;

in modo che all'altezza di oltre trenta metri tro–

neggiasse il tripode per onorare i trionfi dell'ar–

te canora.

Della grande cura di arte e tecnica che profuse

in quest'opera l'architetto Arcaini, testimonia–

no più che le parole i rari disegni che pubbli–

chiamo. Da essi si deduce quanta scrupolosità

professionale egli possedesse e la rappresenta–

zione dei particolari costruttivi felicemente illu–

strati sono ad esaltare l'esperto costruttore.

Per un'opera così importante, che desta anèora

oggi ammirazione e curiosità, vogliamo ricor–

dare i nomi di quanti vi collaborarono, comple–

tandola: per le raffinate sculture che illustrano

le scene scolpite nell'ottagono in alto: la ditta