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Tale proposito era evidentemente un fatto sogget–

tivo, sorto nell'animo deifautori della cremazione

stessa; difatto l'abbruciamento del cadavere, co–

me non tocca l'anima, e non impedisce all'Onni–

potenza divina di ricostruire

il

corpo, così non

contiene, in sé e per sé, l'oggettiva negazione di

quei dogmi.

Non si tratta, quindi, di cosa intrinsecamente cat–

tiva o di per sé contraria alla religione cristiana. E

ciò fu sempre sentito dalla Chiesa, come risulta

dalfatto che, in date circostanze, e cioè quando ri–

sultava che la cremazione del cadavere era chiesta

di ordine pubblico, essa soleva permettere la cre–

mazione.

Nella versione italiana approvata il21 settembre

1974 dalla Sacra Congregazione per il Culto Di–

vino, dal Rituale Romano, Rito delle esequie,

Introduzione n. 15, si puntualizza ancora:

A coloro che avessero scelto la cremazione deflo–

ro cadavere si può concedere

il

rito delle esequie

cristiane, a meno che la loro scelta non risulti det–

tata da motivazioni contrarie alla dottrina cristia–

na: tutto questo, in base a quanto stabilito

dall'Istruzione della Sacra Congregazione del

Santo Uffizio,

De Cadaverum Crematione,

in

data 8 maggio 1963, n. 2-3.

Le esequie siano celebrate secondo

il

tipo in uso

nella regione, in modo però che non ne resti offu–

scata la preferenza della Chiesa per la sepoltura

dei corpi, come

il

Signore stesso volle essere sepol–

to, e sia evitato

il

pericolo di ammirazione o di

scandalo da parte dei fedeli. In questo caso, i riti

previsti, nella Cappella del Cimitero o presso la

tomba, si possono fare nella stessa sala cremato–

ria, cercando di evitare con la debita prudenza

ogni pericolo di scandalo o di indifferentismo refi-

con animo onesto e per gravi cause, specialmente gioso.