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il
tempio crematorio
~
Fra le Società per la Cremazione
Milano
è
la prima fo ndata in Europa, illustrata
e guidata dal senno e dall 'invitta volontà
di uomini ormai passati alla storia,
primi instancabili possenti protagonisti
del rinnovato rito. Milano ancora aprì la serie
delle costituzioni di Società
ad hoc,
le quali,
per data di fondazione, sono le seguenti: Lodi, 1877;
Roma, Cremona e Brescia, 1883;
Padova, Udine, Varese, Novara, Firenze, Livorno
e Pisa, 1884; Como, 1886;
Asti, San Remo e Torino, 1887; ecc.
(Prof
L.
MA CCONE,
Storia documentata della cremazione) .
Fin dal 1880
il
Municipio di Torino era stato
interessato alla questione della cremazione dei
cadaveri, tanto che l'allora Sindaco chiedeva
al suo collega milanese, con lettera datata 14
luglio, ragguagli e chiarimenti in ordine a quan–
to era stato fatto , sulla questione, in quella cit–
tà.
~
1112 settembre dello stesso anno si tenne
in.To–
rino il
Congresso Internazionale di Igiene,
pro–
mosso dalla
Società per la Cremazione di Milano,
nel quale, in presenza dei delegati di quattordi–
ci nazioni (Francia, Belgio, Germania, Russia,
Inghilterra, Svizzera, Spagna, Portogallo, Au–
stria-Ungheria, Olanda, Romania, Grecia, Egit–
to e Italia), e dopo esperimenti di cremazione,
furono gettate le basi della "Commissione In–
ternazionale" che, di concerto con la società
stessa di Milano, sosterrà poi energicamente la
causa della cremazione.
~
Prof
L. MACCONE,
op. cit.
1881 e subito si deliberò non essere competenza
dell'Amministrazione municipale
il
prendere
alcuna iniziativa in tal senso, ma doversi questa
lasciare ai privati cittadini.
Con lettera 28 gennaio 1881, dodici consiglieri
comunali chiedevano al Sindaco di Torino che
l'argomento della cremazione venisse discusso
dal Consiglio Comunale; ma la Giunta, con de–
libera 24 marzo 1881, riferendosi al suo prece–
dente ordine del giorno e non constatando che
nell'opinione pubblica si fosse prodotto alcun
movimento in favore alla cremazione, respinse
tale proposta.
Fu allora che l'iniziativa venne assunta, per la
cittadinanza, da Cesare Goldman
il
quale, la se–
ra del18 gennaio 1882, esponeva, ad una assem–
blea di cittadini in Palazzo Carignano,
il
proprio
intendimento di fornire la città di Torino di
un'Ara crematoria e, al contempo, chiedeva
Con mozione votata al termine dei lavori in due che fosse istituita una commissione per studia-
punti:
re l'argomento e riferirne poi in una prossima
a • che i diversi Stati provvedano prontamente seduta.
con leggi speciali alla pratica regolare della cre-
mazione facoltativa dei cadaveri umani;
b
•
che i Governi che hanno accettato la Con–
venzione di Ginevra aggiungano un articolo
supplementare a detta convenzione col quale
sia stabilito - in regola generale - che in caso di
guerra gli eserciti siano provvisti d'apparecchi
speciali e trasportabili per effettuare la crema–
zione dei morti sui campi di battaglia.
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L'argomento cremazione, debitamente istruito
e corredato di tutti i documenti opportuni, fu
portato per la prima volta in discussione alla
Giunta Municipale nella seduta del 27 gennaio
La commissione, composta di dodici persone,
la sera del24 febbraio 1882, deliberava di indire
una pubblica sottoscrizione per ottenere dal
Municipio la concessione di un'area nel Cimi–
tero Generale; a ciò avrebbe dovuto far seguito
da parte dell'Amministrazione un concorso
nelle spese per la costruzione di un crematoio.
Già il 9 giugno 1882 la commissione, divenuta
nel frattempo Comitato promotore, presentò al
Sindaco di Torino insieme ad un dettagliato
progetto di crematoio, le firme di 3012 cittadini
ed
il
Consiglio Comunale, su proposta della
Giunta, in seduta pubblica, deliberava il21 giu-




