SUL MODO DI MISURARE LE VOLTE DEL NUOVO
CAMPO SANTO DI QUESTA CAPITALE AVUTO
RIGUARDO AL CONTRATTO STIPULATO ED
IN CORSO
In seguito alle intelligenze prese nel dì 9 andante in cui eb–
be luogo una visita delle opere eseguite coll'intervento
dell
'Ill.moSig. Cav. Nomis di Pollone Mastro di ragione
assistito dal Sig. Sada architetto delle opere e del Sig. Fer–
reri
co
della città e dell'Impresario assistito dal Sig. Cav.
Petrino Ingegnere, si convenne che, per tutte le altre di–
vergenze l'lmpresaro avrebbe ammesso
il
rendiconto dei
lavori eseguiti negli anni 1842-3 del Sig, Arch.
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Sada per gli
articoli sui quali non ha da eccepire e per gli altri presente–
rebbe un conto analogo alle sue pretese, in modo ad avere
sott'occhio le divergenze fra i due conti senza doverli rive–
dere nella loro totalità. Si è anti detto che, ogni divergenza
relativa alla misura dovrebbe essere concordata fra l'Assi–
stente della Città e quello dell'lmpresaro, in modo che
ogni contestazione fosse ridotta all'applicazione dei prezzi
e non altrimenti.
E quanto alle volte, si convenne che i due assistenti pre–
detti avrebbero d'accordo rilevate le misure delle varie
specie di volte e che me ne sarebbero rimessi i risultati fir–
mati dai medesimi per far luogo al commessomi arbitra–
mento intorno al modo di misurarle.
Mi furono, in seguito a ciò, rimesse le tre tavole quì annes–
se firmate dai due assistenti il15 and.terelative alle misure
delle tre sorta di volte del nuovo Campo Santo, e siccome
questa divergenza vuole essere ridotta a caso vergine, sen–
za far caso dei due conti finali, cioè di quello da parte della
Città e dell'altro per l'lmpresaro, appoggiandosi unica–
mente alle nuove misure concordate, si è pensato essere
frattanto opportuno di studiare il modo di terminare in
questa parte ogni contestazione.
Nel contratto è stato espresso il modo di misurare le volte
a vela e sebbene nell'art. a ciò relativo sia occorso qualche
errore, essendo state accennate tre dimensioni come per
un solido, mentre si tratta solo di superficie per cui occor–
rono due solo, si pensa che siasi voluto adottare il sistema
generalmente invalso di misurare esse volte moltiplicando
fra loro i due archi sviluppati di ogni vela.
Qualora pertanto le volte eseguite fossero interamente a
vela opinerei di ammettere questa base, comunque sia fat–
to non poco abbondante come è facile di convincersene
misurando geometricamente esse volte, cioè supponen–
dole una porzione di sfera o di sferoide, cui siansi tolti
quattro segmenti mediante quattro piani verticali corri-
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spandenti a quelli che cingono l'area d'ogni vela. Proba–
bilmente è invalso in pratica questo modo di misura, favo–
revole all'esecutore in compenso delle difficoltà d'esegui–
mento di siffatto genere di volte state contemplate nel
contratto del coprimento dei porticati del nuovo Campo
Santo.
Nell'eseguimento si giudicò opportuno di conservare solo
i quattro piedi di vela e di sovraporre ad essi una volta a ba–
cino, ossia una calotta sferica, o sferoidica.
E da questa variante sorse la divergenza intorno al modo
di misurare.
Pretende l'Impresa che i quattro impeduzzi sieno piedi di
vela o porzione d'una volta a vela, di cui, misurata tutta
l'intiera superficie, abbondante come si disse, e sottratta la
porzione superiore sferica o sferoidica, e misurata geome–
tricamente, si ha la superficie degli impeduzzi a norma del
contratto.
Il Sig. Arch. Sada, per parte della Città, dice che gl'impe–
duzzi non sono porzioni di volta a vela, e devono essere
misurati nel modo il più geometrico possibile, mediante la
quadrettazione dei triangoli sferici che formano la superfi–
cie vista degli impeduzzi senza far caso del modo di misu–
ra delle volte a vela, di cui nel contratto.
Le due basi di misura danno risultati affatto divergenti,
mentre, secondo
il
primo sistema voluto dall'Impresa, si
hanno risultati eccedenti il doppio di quello secondo l'al–
tro modo.
In questo stato di cose, la questione vuole essere risolta
non già coll'adottare metodi affatto geometrici, ma curan–
do di non ledere il contratto stipulato.




