~
AFFfNCHÉ LA NA TURA
LE DISCIOLGA NUOVAMENTE AL PIÙ PRESTO
AFFIDA LE TUE MORTE MEMBRA AL ROGO PURIFICATORE.
RIDOTTI IN CENERE DALLA FORZA DEL FUOCO
CHE TUTTO RINNOVA
NOI VENIAMO RESTITUITI QUA LE MATERIA
A TE BENIGNA GEN!TRICE.
Il Tempio crematorio
è
opera dell'architetto
Pompeo Marini, le costruzioni dell'impresario
G.B. Magnani, le pitture decorative di Lorenzo
Massello; le due statue poste all'imboccatura
del crematoio - raffiguranti un
genio alato
ed
una
pietà
-
sono dello scultore Pietro della
Vedova. Nella stessa sala, poi, esistono belle
sculture bronzee e varie allegorie pittoriche, in
armonia con il carattere del luogo, frutto del la–
voro di pittori come Andrea Vinaj ed Ernesto
Serra.
~
ALBERTO ROSSO,
Pensieri e problemi
sulla cremazione,
Torino 1954.
~
Ibidem.
~
QUALORA UN CA TTOLJCO MORISSE
IN TERRA SARACENA.
A completamento seguirono nel sottosuolo
due ampliamenti: il primo nel1938 di ben 552
nuove cellette ed il secondo eseguito nel 1940
comprendente la piccola rotonda ove si otten–
nero ancora 224 cellette. Inoltre si realizzarono
alcune piccole costruzioni per ricavare mensole
e lesene con relative cellette per particolari mo–
menti di bisogno.
Si giunse intanto all'ostilità del regime fascista
culminante con il decreto del31 dicembre 1942
Le due monumentali porte esterne, ordinate n. 1880, che prescriveva, tra l'altro, l'estratto
dall'Ufficio d'Arte del Municipio di Torino, re- legale di disposizione testamentaria, ove risul–
cano le seguenti diciture sulla porta che dà ver- tasse la chiara volontà del
de cuius
di essere cre-
so l'interno del cimitero:
mato.
QUO CITIUS RURSUM NATURA PEREMPTA
RESOLVAT DA TUA PURGANTI MEMBRA
CREMANDA ROGO
~
Il Congresso Internazionale delle Società di
Cremazione tenutosi a
l'
Aja nell'aprile del
1948
~
accogliendo la proposta della Federa–
zione Italiana, deliberava unanime la presenta–
sul frontone della porta monumentale di de- zione al Sommo Pontefice del voto per l'abolì-
stra:
zione del divieto canonico della cremazione
IN CINEREM ACTI VIRIBUS IGNIS CUNCTA
NOVANTIS REDDIMUR ALMA PARENS NOS
TIBI MATERIES.
~
delle salme, posto dal decreto della Congrega–
zione del Santo Ufficio del12 maggio 1886, con–
fermato da Papa Leone XIII.
Pochi anni passarono dall 'inaugurazione che Pare che la lettera indirizzata
alla Santità di Pio
già nasceva la necessità di una prima ampliazio-
XII Sommo Pontefice della Chiesa Cattolica Apo–
ne. Un generoso lascito dell'avvocato Carlo
stolica Romana
-
Vaticano
-
Roma,
non sia
Mejnardi permise l'opera dell'ingegner Daniele giunta mai a destinazione.
~
Donghi che, seguace del Ceppi, realizzò un pia-
cevole e raccolto porticato in stile dorico intor- Fu posto quindi un nuovo quesito, formulato
no al giardino, chiudendolo con artistica can- dalla Società per la Cremazione di Venezia, ba–
celiata in ferro battuto verso il corso Novara sandosi sull'interpretazione della
Bolla De Se–
ov'era l'accesso alle scuderie, costituendo in tal
pulturis
di Papa Bonifacio VIII.
modo un ampliamento comprendente il cinera-
rio sottostante, che fu inaugurato il15 settem- Una nota alle
Decretali, edizione de/1553,
com–
bre 1895 e permise di ottenere oltre 2105 cellette menta la Bolla proponendo il caso:
Ubi catholi–
cinerarie.
cus decederet in terra saracenorum
~
e sugge-
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