51 famedio uomini illustri
della città di Torino
TERZA AMPLIAZIO E· ARCO 56
struzione fu approvata in base al progetto stu–
diato dall'architetto Carlo Ceppi.
Dopo tante peripezie si aveva ragione di crede–
re che ormai la questione fosse risolta e che fi–
nalmente, il Famedio sarebbe sorto a colmare
ciò che rappresentava una vera lacuna per una
necropoli come quella di Torino ove sono vivis–
simi i sentimenti di riconoscenza per coloro che
hanno onorato la società.
Così non fu: molti lustri passarono dal giorno in
cui la erezione del Famedio pareva un fatto
compiuto, eppure questo mausoleo non esiste–
va ancora.
Intanto nella
tomba provvisoria
dell'arcata 166
della prima ampliazione era stata tumulata nel
1887 anche la salma di Galileo Ferraris, grande
fisico di chiara fama, e con la sua sepoltura si
completava la disponibilità dei loculi dell'ar–
cata.
Le crescenti difficoltà in questo ambiente cimi–
teriale avevano quasi fiaccato la buona volontà
degli Amministratori, che costretti da nuove e
crescenti esigenze, nella seduta dell'8 agosto
1902, nello stabilire l'assegnazione di posti indi–
viduali perpetui e la costruzione di sette nuove
arcate, segnate con i numeri progressivi da 50 a
56 per tombe di famiglia nella terza ampliazio–
ne, decidevano di destinare l'arcata contraddi–
stinta con il n. 56 a sepoltura di uomini illustri,
in attesa dell'erigendo Famedio, come era stato
previsto nella precedente deliberazione della
Giunta in data 4 ottobre 1901.
Lo stato di necessità che sempre prevale sul
programma che ogni Amministrazione, nel li-
mite del possibile, tenta di realizzare, a Torino
risulta insormontabile. Nella città i problemi ci–
miteriali presentano continue crescenti diffi–
coltà, per cui anche nel1966 si è provveduto alla
ristrutturazione dell'arcata 166, della prima am–
pliazione, ricavando un maggior numero di lo–
culi per far fronte a possibili sepolture di perso–
nalità.
Come si è potuto osservare la prospettiva di un
Famedio nel Cimitero Generale è risultata
sempre di difficile attuazione, in un ambiente
che pure disponeva di ampi spazi; ci si augura
che in futuro sia possibile realizzare una costru–
zione all'altezza dell'aspettativa, negli ormai li–
mitati spazi disponibili.




