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il sacrario per

i

caduti della resistenza

campo della Gloria

66

architetto

CARLO MOLLINO,

scultore

UMBERTO MASTROIANNI:

CAMPO DELLA GLORIA monumento al Partigiano, 1952

SETIIMA AMPLIAZIONE · VIALE CENTRALE

processione

77

4 settima ampliazione viale centrale

104

Per celebrare il20° anniversario della liberazio–

ne, la Città di Torino bandì un concorso nazio–

nale per la progettazione del Sacrario dei Cadu–

ti della Resistenza, al Cimitero Generale.

L'area prescelta

è

la stessa dove già erano sepol–

te le salme dei partigiani, poste lungo l'asse del

viale centrale nella

7a

ampliazione, sistemate a

sterro dove sopra tutte si erge il monumento

realizzato da Umberto Mastroianni con la colla–

borazione dell'architetto Carlo Mollino.

Il concorso infatti prevedeva il vincolo della

conservazione del monumento esistente,

nell'ambito di un nuovo assetto dell'area stes–

sa. Vincitori del concorso risultarono gli archi–

tetti Enrico Cellino e Beppe Maggiora con il

progetto a titolo

Processione 774;

l'opera fu rea–

lizzata dalla Ripartizione Tecnica

la

LL.PP.

del–

la Città di Torino ed inaugurata il25 aprile 1965.

Presenti alla cerimonia i familiari dei Caduti, il

sindaco Giuseppe Grosso ed il comandante

partigiano Nicola Grosa, alla cui opera appas–

sionata e generosa si deve la riesumazione e la

raccolta delle salme e dei resti che sono qui tu–

mulati, provenienti dai diversi cimiteri delle

montagne e delle colline piemontesi scenari

della guerra partigiana.

Come gli stessi autori spiegano, l'idea domi–

nante

è

costituita da un quadruplice allinea–

mento di cubi rivestiti in granito bianco, dispo–

sti su due grandi piastre

pure rivestite in granito

bianco

ai lati del viale centrale del Cimitero.

Ciascuno dei cubi delle dimensioni di m.

2,15x2,15x2,15, contiene 32 cellette ossario. Sul–

le facciate, scandite dagli

scuretti

verticali che

seguono le lastre di rivestimento, non vi sono

che i nomi dei caduti in lettere di bronzo. L'in–

sieme che a prima vista può dare una impressio–

ne di eccessiva staticità e regolarità, contiene

però una sua dinamica dovuta allo sfalsamento

a scacchiera dei cubi, ma soprattutto alla fuga

delle visuali, aperte verso il terminale (ove ri–

svolta lo splendido monumento di Mastroian–

ni) e a chiusura dello scenario sull'orizzonte la

collina torinese con la basilica di Superga.

Si ritiene pertanto che l'impostazione generale

giustifichi il motto prescelto nel senso che il ri–

gido allineamento militare dei cubi pare in pro–

cinto di muoversi, in lenta

processione,

verso un

avvenire lontano, ma glorioso.

Il materiale di rivestimento, granito bianco

d'Alzo lavorato a punta fine, oltre a creare un

netto stacco dal verde circostante, risulta dura–

turo ed inattaccabile dagli agenti atmosferici, e

meglio rappresenta la purezza degli ideali di

patria.