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Archivio Storico del Comune di Torino,

Miscellanea Sanità e Igiene n. 31.

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Archivio Storico del Comune di Torino,

Miscellanea Sanità e Igiene n. 31.

gno 1882 di: -concedere una area nel Campo–

santo Generale per la costruzione di un forno

crematorio;- concorrere per un terzo nelle spe–

se di costruzione ed impianto, fissando fin

d'allora tale concorso in lire settemilacinque–

cento.

~

Questo non era che

il

primo passo per il Comi–

tato promotore che da allora si diede ad un fer–

vido lavoro di propaganda con scritti, con pub–

blicazioni e, soprattutto, con cinque acclamate

e fortunate conferenze tenute dal dottor Secon–

do Laura, dal professar Luigi d'Ancona, da Ce–

sare Goldman, dal dottor Gaetano Pini e dal

professar Ariodante Fabretti che riusciva il 6

aprile 1883, in una assemblea generale dei soci,

a proclamare la costituzione della

Società per la

Cremazione

ed a votarne lo statuto.

Da quel momento trascorsero ancora cinque

anni di lavoro e di lotta contro ostacoli più o

meno occulti di antiche tradizioni avverse, ma

nel novembre 1887, con la prima di una serie di

dieci cremazioni, poteva venire ufficialmente

riconosciuta - come nuovo mezzo di sepoltura

- l'Ara crematoria che definitivamente veniva

inaugurata

il

giorno 17 giugno 1888.

Molti furono coloro che si impegnarono per la

costruzione del tempio crematorio. Nell'im–

possibilità di ricordarli tutti ci si limiterà a citare

la generosità del signor Ettore Ray che fece alla

Società

il

dono cospicuo di lire cinquemila, l'ef–

ficace concorso prestato dal prof. Luigi Poglia–

ni, allora direttore della Sanità Pubblica Italia–

na; l'opera del dott. Gaetano Pini, vero pioniere

della cremazione dei defunti. Ne si possono di–

menticare i sindaci di Torino:

il

conte Luigi

Ferraris che resse il comune all'epoca della pro-

paganda da parte del Comitato, e l'avvocato

Melchior Voli che con l'assessore allo Stato Ci–

vile, ingegner Severino Casana, si adoprò per

facilitare l'opera di realizzazione del Tempio

crematorio.

Lo Statuto approvato dalla

Società per la Crema–

zione

si prefiggeva, oltre alle normali declarato–

rie sociali, lo scopo:

di costruire in Torino un 'Ara crematoria e di prov–

vedere alle operazioni di cremazione a seconda

delle esigenze della civiltà e dell'igiene, e col ri–

spetto voluto al sentimento ed ai principi religiosi,

e di favorire la diffusione del principio della cre–

mazione e di promuovere, d'accordo con le altre

Società, il riconoscimento ed il sanzionamento

definitivo da parte dei poteri legislativi dello

Stato, onde si renda per legge facoltativa la cre–

mazione.

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La Legge 22 dicembre 1888 sulla tutela dell'igie–

ne e della sanità pubblica, promossa da France–

sco Crispi, allora presidente del Consiglio dei

Ministri e Ministro degli Interni, contiene per la

prima volta la prescrizione:

la cremazione dei cadaveri umani deve esserefat–

ta in crematoi approvati dal medico provinciale. I

comuni dovranno sempre concedere gratuitamen–

te l'area necessaria nei cimiteri per la costruzione

dei crematoi.

Con queste disposizioni e con fondi elargiti dai

soci si arrivava alla costruzione dell'Ara crema–

toria. L'attuale ingresso componeva la parte pri–

mitiva, e le due piccole maniche laterali con–

sentivano 697 cellette cinerarie, 8 nicchie per

monumenti particolari e 18 lesene per comples–

sivi 54 colombari.