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nei cimiteri di San Pietro in Vincoli e San Laz–
zaro.
Sono così state costruite varie edicole che dan–
no risalto al porticato, monumenti di notevole
valore artistico, sculture e sarcofagi di materiali
di gran pregio, ideati da scultori di fama le cui
firme sono tra le più illustri del tempo, quali:
Vincenzo Vela, Pietro della Vedova, Odoardo
Tabacchi, Davide Calandra, Pietro Canonica,
Giulio Monteverdi, Albertoni e Dini.
La prima ampliazione fa riscontrare un grande
mutamento stilistico rispetto al recinto primiti–
vo del cimitero: il breve tempo che divide l'ar–
chitettura di Gaetano Lombardi dalla progetta–
zione di Carlo Sada segna un rilevante balzo in
avanti, infatti le due concezioni architettoniche
sono notevolmente differenti sia struttural–
mente che stilisticamente e segnano il muta–
mento dei costumi tra i due attigui ambienti ci–
miteriali.
Nel contempo era stata istituita una portineria
principale con quattro custodi ai quali incom–
beva l'obbligo di sorveglianza agli ingressi.
Sotto le arcate, ove la numerazione segue in
senso orario, al n. 103
è
sepolto il progettista del
campo, l'architetto Carlo Sada: l'urna e la gran–
diosa statua sopra il sarcofago sono opera dello
scultore Giulio Monteverdi.
Nell'arcata contrassegnata dal n. 166
è
il primo
comparto del
Famedio,
dove sono raccolte le
salme degli uomini illustri della città, tumulate
a cura del Municipio.
Il visitatore che lentamente percorra i porticati
può ammirare numerosi monumenti rimarche–
voli dal lato artistico e per lo stile appropriato al–
la mestizia del luogo.
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Sin dalla costituzione del Cimitero Generale
era stata prevista l'istituzione di campi
per la sepoltura degli israeliti,
in sostituzione del cimitero loro riservato,
in zona Vanchiglia, destinato alla soppressione.
Colpisce e fa meditare questa distesa di silen–
ziose opere marmoree, ove composte forme di
bello stile accusano l'ingiuria del tempo: eppu–
re persino quelle lente corrosioni, che il trascor–
rere degli anni ha inevitabilmente provocato,
concorrono nel conferire all'ambiente un tono
ed un colore adeguati.
Già si
è
detto come l'ampliazione sia stata ini–
zialmente realizzata su tre soli lati: l'appalto per
il suo completamento andò più volte deserto.
Finalmente il 13 luglio 1859 viene deliberata
l'assegnazione del concorso per la realizzazione
delle sette arcate dal n. 72 al n. 78, a compimen–
to del semicircolo ed inoltre per la costruzione
di un cimitero per gli Israeliti
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e di due ma–
gazzini comunali.
Nonostante la rilevanza della superficie occu–
pata dalla prima ampliazione monumentale, si
ravvisò l'opportunità di procedere ad una se–
conda ampliazione di 6240 metri quadri, se–
guendo ancora per il porticato il progetto
dell'architetto Sada.
La decisione era motivata oltre che dalla neces–
sità di nuovo spazio, dalla possibilità di ottenere
nuovi vantaggiosi risultati economici, quali era–
no scaturiti dalla vendita del porticato della pri–
ma ampliazione.
La costruzione fu deliberata nel1866 designan–
done l'ubicazione a ponente del Cimitero, sul
confine di corso Regio Parco, nello spazio rima–
sto libero dopo la costruzione del reparto Evan–
gelico progettato dal Sada nel 1846.
La seconda ampliazione si estende così da sud–
ovest a nord con portici ornati di sessanta arca–
te; nel lato addossato alla preesistente prima
ampliazione si trovano ventisei nicchioni a cie–
lo aperto.




