(Gam) di Torino
è
esposto il busto di Tito Pallestrini, una delle sculture più impor–
tanti del Vela .
Nel 1886, nel porticato della terza ampliazione fu collocata la tomba dei Bran–
delli di Brondello intitolata "Veglia al sepolcro". E' una complessa costruzione
simbolica in cui una donna di forme giunoniche (la civiltà cristiana) seduta su
rovine romane (la civiltà pagana] schiude i battenti di un portone di bronzo che
dà accesso a un luogo sacro.
Ne sono autori l'ingegner Crescentino Caselli di Fubine, allievo deii'Antonelli, (che qual–
che anno prima aveva progettato l'Ospizio di carità di corso Unione Sovietica) e lo
scultore valsesiano Giacomo Ginotti, che ha firmato il monumento in bronzo a Carlo
Nicolis di Robilant, mutilato di Novara (come dice l'epigrafe) che con alto sentimento
dell'onore servì la Patria e il Re. La statua in bronzo finanziata da una pubblica sot–
toscrizione fu inaugurata nel maggio 19CO in piazza Cavour.
Lanno seguente nella quarta ampliazione fu eretta, su una base di gneiss di Mala–
naggio, la cappella dei Sacerdoti defunti ispirata agli antichi battisteri romanici. La
ideò l'ingegnere torinese Melchior Pulciano, esperto nel restauro di edifici sacri.
Dieci anni dopo l'edicola fu arricchita nell'interno dalla statua di monsignor
Lorenzo Gastaldi (in ginocchio) opera di Lorenzo Vergnano di Cambiano , lo seui-
Monumento Sineo, 1• ampliazione, Scultore
O.
Tabacchi, Architetto
C.
Ceppi
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