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tore che plasmò il "Genio alato" del monumento al Frejus [detto dai contempo–
ranei il "monumento Sommeiller") inaugurato in piazza Statuto nell'ottobre del
1879, otto anni dopo l'apertura del traforo. Progettata da Carlo Ceppi [il regi–
sta a cui a fine Ottocento la quadrata Torino deve la diagonale di via Pietro Mic–
ca) sul viale centrale della prima ampliazione
è
sorta una singolare edicola a for–
ma di catafalco con baldacchino sorretto da colonnine su cui poggiano dieci pic–
coli angioli [di cui sette decapitati dai vandali) attribuiti a Pietro Canonica. Nel–
l'interno
è
una figura di donna distesa a ricordo di Teresa Denina in Sineo. Que–
sta tomba [Sineo Denina ora Viglietti)
è
collegata a mezzo di un'ampia cripta sot–
terranea a un'altra in memoria dell'awocato Emilio Sineo ministro dell'interno
sotto Carlo Albert o.
Un'ara dentro una alta nicchia decorata di fiori, sormontata dallo stemma della
famiglia Spinola su cui si erge una croce spicca davanti al porticato della terza
ampliazione.
Vi si accede da una ampia scalinata e la nicchia
è
occupata da un gruppo di
bronzo che raffigura una donna sedut a affranta dal dolore con un angelo alle
spalle che la consola indicandole il cielo.
Sono stat ue di Odoar do Tabacchi [di Va lganna, mor to nel 1905) che a 36 anni
chiamato a Torino da Vincenzo Vela ebbe la cattedra all'Accademia e realizzò
molt i monument i t ra cui quello a Garibaldi con il leone accovacciato in riva al Po
sul lungopo Cairoli il più popolar e dei monumenti torinesi.
Ai primi del Novecento il torinese Cesare Biscarra , allievo del Tabacchi e del
Mont everdi, attivo sia in Italia sia all'estero, realizzò per le famiglie Poccardi,
Franceschini, Rizzetti e Reyneri una scenografica esedra in sienite [collocata nel–
la quinta ampliazione) con nel mezzo una croce adorna di motivi floreali . A
destra un "angelo della Fede" in br onzo ad ali spiegate guida un"'Anima " che si
leva al cielo.
Alcune tombe del primo Novecento di carattere storico-militare portano la firma
del torinese Davide Calandra . Ispirata
all'Art Nouveau,
su una parete semicir–
colare ch iusa da un nastro floreale in bronzo, l'altorilievo della tomba Geysser
presenta la "Morte a cavallo" con la spada in pugno che avanza verso un grup–
po di anime imploranti dietro le quali si staglia una città . Alle sue spalle
è,
sim–
bolo della speranza , un Cristo benedicente. Recintato da una bassa cancellata
di ferro battuto, all'epoca molto usato per fogliami e altri elementi decorativi ,
cattura l'attenzione da chi giunge dalla prima ampliazione. Calandra
è
anche l'au–
tore della splendida giostra di bronzo dedicata ad Amedeo di Savoia che al
Valentino pr esenta l'intera dinastia dei Savoia. Vi lavorò dieci anni e il monu–
mento fu inaugurato nel maggio 1902: un'inaugurazione che precedette la pri–
ma esposizione internazionale di ar te decorativa moderna al Valentino .
Ancora espressione
de ll'Art Nouveau,
nel campo primitivo tra i monumenti che
si incontrano nel viale centrale,
è
l'imponente statua in marmo bianco , capelli
sciolti, atteggiamento malinconico, che si staglia su un fluttuante manto.
Fu ideata in memoria di Teresa Moriondo Franzini [morta nel 1905] da Cesare
Reduzzi, un allievo del Tabacchi che nel 1892 aveva vinto il concorso per Quin–
tino Sella , lo statista che era stato membro di tutte le accademie scientifiche
del suo tempo, stimato in tutta Europa per i suoi studi di mineralogia e sulle
miniere della Sardegna . Per quel "Cervellone" il Reduzzi r ealizzò un'opera di
bronzo
di un realismo semplice e di un fare largo,
inaugurata nel 1895, che si
può vedere tra gli alberi davanti al castello del Valentino ,
"lontano dagli occhi del
pubblico ma per sempre in mezzo ai suoi studenti".




