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restituire al cimitero il suo valore anche di attrattiva turistica per le possibilità

che offre di incontrare personaggi che sono rimasti nei libri di storia o nei

ricordi familiari: De Amicis con la grande statua del figlio Furio , Carolina lnver–

nizzi . Fred Buscaglione , Macario , Cesare Lombroso , Galileo Ferraris , Jolanda

di Savoia , Massimo d'Azeglio, i Caduti del Grande Torino e molt issimi altri.

Questa piccola guida vorrebbe risvegliare in chi la legge l'interesse per le nostre

memorie che sono le rad ici del nostr o present e. E promuovere il r estauro del–

le opere più antiche abbandonat e al degrado.

Nel 1999 il civico ufficio tecnico ha dato il buon esempio consolidando il mau–

soleo del famoso tenore torinese Francesco Tamagno [nato nel 1850, decedu–

t o a Varese nel 1905). Neii'BB la tomba fu colpita da un fulmine che , aggra–

vando lo stato di degrado causò ingenti danni all'intera struttura .

Costruito nel 1906, al centro della quinta ampliazione

è

un punto di riferimento

per tutti gli altri campi e per l'esterno del cimitero e se lo si osserva da sotto il

porticato della quinta ampliazione permette di scorgere anche la punta della mole

Antonelliana nel cuore della città. La costruzione, in calcare di Botticino e bronzo,

come spiega un giornale dell'epoca , si ispira a un monumento eretto ad Atene da

Lisicrate per celebrare una vittoria dei giovani cantori. Si eleva su un basamento

a pianta quadrata con scala di accesso conclusa da due sfingi ai lati dell'ingresso.

La

cupola

è

anch'essa a scalini e su di essa

si

elevano il tamburo ottagonale e il colonnato a

pianta circolare sormontato da un coperchio su cui

si

staglia un tripode in bronzo. Il monu–

mento, di gusto eclettico, fu progettato da Raineri Arcaini, un architetto poco

conosciuto a Torino, autore del progetto per un monumento a Vittorio Emanue–

le Il in Campidoglio . Gli scultori furono tre: Ambrogio Bolgiani , Giovanni Mauro,

Orazio Costante Grassoni che realizzò molte opere al Monumentale di Milano e,

sempre a Milano firmò il monumento a Giuseppe Verdi.

Il "Ciabas" del Barun Litrun

Nella storia dei Valdesi uno degli episodi più significativi

è

quello della morte di Federico Gugliel–

mo di Leutrum, il

Barun Litrun.

Quel tedesco di (Baden) divenuto piemontese per elezione nel

1744 difese Cuneo assediata dai "gallo-ispani" con tanto eroismo che il re stesso, Carlo Ema–

nuele

Il.

lo promosse governatore della città.

La tradizione, che parla volentieri in dialetto e ama canticchiare poesie che corrono poi di boc–

ca in bocca, racconta che quando, dieci anni dopo, quel gentiluomo

"bon barbet e bon cristian·

amatissimo dai cuneesi stava morendo, il re . suo grandissimo amico sui campi di battaglia e a

corte, si precipitò al suo capezzale

"o

di-me un po' 's't' hai da muri' dove vas-tu ch'a t 'sutera?

T farù fè na cassia d'or

Ti farù fè d' un grand onur.

[Dimmi un po' se devi morire dove vuoi essere sotterrato? Ti farò fare una bara d'oro. ti sep–

pellirò con grandi onori]

Ma il fedelissimo che considera Angrogna in Val Pellice la sua piccola patria, non vuole onori ,

non vuole una tomba d'oro.

Mi Jasserù per testament

Cha' mi sutera an val d' Luserna.

An val Luserna a m'sutraran dua 'l me

cor s'

arposa tan.

[Vuole tornare al paese che considera il suo vero paese natio, Angrogna , e lì riposare in pace

per sempre nella terra dove sono i Valdesi suoi compaesani).

Lì infatti

è

sepolto, in terra valdese. nel

"ciabas·

(capanna) di Angrogna che accoglie i prote–

stanti morti lontano dalla patria.

3

E anche ora accanto a quella "capanna· rimasta tale e quale in Val Pellice, si respira un'atmo–

sfera di pace e di serenità, proprio la stessa che awolge chi si rechi nei cimiteri cittadini a visi–

tare i suoi morti, in attesa di riposare nei giardini fioriti de "L:Aitra Torino".

Vittoria SINCERO

1

Note

Arte

e architettura funeraria (XIX-XX) Dublino, Genova, Madrid, Torino

Editiòn a cargo de Sofia Dièguez Patao y carlay GIMENEZ, con el patrocinio Comisiòn Europea

2

Per i monumenti citati vedi volume "Cittadini di pietra" [collana

"Le

pietre") a cura del Comune di Torino

3

Vedi volume "Di pietra in pietra" (collana "Le pietre") in pubblicazione a cura del Comune di Torino