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Archivio Arcivescovile di Torino,
vol. 1719-5, anno
1777.
su un terreno donato dal re, a San Lorenzo
l'odierna zona di corso Cairoli, difronte al Po,
il
secondo, su proprietà municipale, a San Pietro
in Vincoli, presso la Dora, nelle vicinanze
dell'attuale via del Fortino, costituito da un ap–
pezzamento a sud della bealera del Martinetto:
ceduto con permuta alla città il 2 novembre
1775 dai fratelli Ressio per il prezzo di lire
5047,10, fu detto del SS. Crocefisso dal nome
dell'antica cappella a croce greca già costruita
prima del1775 dal Dellala, come risulta da una
deliberazione del Congresso degli Edili del 18
ottobre 1775.
Nello stesso giorno in cui si pubblicava il decre–
to, l'Arcivescovo di Torino in una sua lettera
pastorale commentava benevolmente tale ini–
ziativa, definendola ...
opera piena di paterno
amore e sì manifestamente utile che nessuna
persona di senno e di religione potrebbe doler–
sene.
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Dettava poi le norme da osservarsi per il tra–
sporto e la sepoltura dei defunti ed al contempo
indicava per ogni parrocchia un numero di tom–
be proporzionato alla popolazione.
Nel cimitero di San Lazzaro ebbero i sepolcri le
parrocchie di Sant'Eusebio, dei SS. Marco e
Leonardo, di San Tommaso, di Santa Maria di
Piazza, di San Martiniana- attuale Santa Maria
del Gesù - e le chiese di San Giovanni di Dio,
della Provvidenza, del Soccorso, l'Albergo del–
la Virtù, l'Ospedale militare e quello di San
Giovanni.
l.!.?.
AD ETERNA MEMORIA, QUESTO LUOGO
È DEST!NATO ALLA SEPOLTURA DE! RESTI MORTALI
DEGLI ILLUSTRISSIMI DECURIONI
DELLA C!TTÀ DJ TORINO.
racchie della Metropolitana, dei SS. Giacomo e
Filippo, di San Dalmazzo, dei SS. Simone e
Giuda, delle Orfane e dell'Ospedale dei pazzi.
Entrambi i cimiteri presentavano identica for–
ma rettangolare con portici su tre lati e la chiesa
sul fondo: ancora oggi, in San Pietro in Vincoli,
essa è notevole nei suoi ricchi motivi architetto–
nici; due ordini di lesene adornano la bella fac–
ciata e, nel centro di una piacevole rotonda, il
solenne altare in legno intagliato, dietro al qua–
le era un tempo il grande quadro della croce–
fissione.
Nel cortile al centro si trovava l'ossario e intor–
no erano ricavati i quarantaquattro pozzi per le
inumazioni comuni, mentre nei sotterranei al
di sotto del porticato, per tutta la loro lunghez–
za, erano disposte settantadue cripte per le se–
polture private di famiglie nobili o comunque
ricche. Pure nei sotterranei erano situati i sepol–
cri dei Decurioni cittadini ed una lapide con ca–
ratteri di bronzo ricordava:
Ad aeternam memo–
riam
-
Locus sepulcro designatus
-
Qua extincta
corpora- Clarissimorum Taur. Civitatis- Decu–
rionum inferantur.
l.!.?.
San Pietro in Vincoli ebbe ben presto cambiato
il suo nome nel dialetto torinese in
San Pè di)
còi,
in principio in seguito ad una storpiatura del
vocabolo
vincoi,
traduzione del termine
vincoli,
probabilmente modificato dalla circostanza che
nei pressi esistevano numerosi orti con coltiva–
zioni di cavoli
còi.
Ospitò le prime inumazioni nel gennaio-feb–
Nel cimitero di S. Pietro in Vincoli si seppelliro- braio dell'anno 1778: era destinato ai soli catto–
no i defunti della Curia Regia e quelli delle par- lici, seppelliti con rito religoso, ma nei suoi




