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Ordinati
del Comune di Torino,
anno 1830, vol. 30, pag. 191.
Tra i sepolcri a noi pervenuti meritano menzio–
ne quelli dei Saluzzo di Paesana, Alfieri di So–
stegno di Robilant, Dal Pozzo della Cisterna,
Solaro del Borgo, Vamazza, del cardinale Sfor–
za, Gaj di Quarto, Arcour, Di Romagnano,
Ceppi di Bayrolo e quello dello stesso architet–
to di S.M., Dellala di Beinasco.
Di particolare interesse è il monumento tuttora
esistente, in una edicola a destra dell'ingresso,
eretto alla memoria della ventottenne princi–
pessa Beloselski, moglie di un ministro russo,
morta a Torino il 25 marzo 1792; fu trasferito
nel1830 in San Pietro in Vincoli a seguito della
soppressione del Cimitero di San Lazzaro,
ov'era originariamente collocato.
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Scolpito
in Firenze da Innocenza Spinozzi, rappresenta,
con la figura di donna velata, a seconda dell'in–
terpretazione ottimistica o pessimistica che vi si
vuoi dare, la religione o la morte. Di scuola con–
venzionale e di fattura un po' di maniera, pre–
senta però l'interessante particolare di due put–
tini sorreggenti il medaglione con il ritratto.
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Nessun altro vestigio
è
invece a noi pervenuto
del Cimitero di San Lazzaro, la cui costruzione
ebbe pure inizio nel1777. Di esso conosciamo
soltanto la struttura, che i documenti dell'epoca
tramandano uguale a quella di San Pietro in
Vincoli e l'ubicazione che coincideva con l'at–
tuale isolato costituito dal palazzo in cui hanno
sede gli uffici della RIV-SKF oltre a case di abi–
tazione, compreso tra via Mazzini, corso Cairo–
li, via dei Mille e via della Rocca: il Cimitero era
anche denominato
della Rocca
mutuando
il
suo
nome, come la via odierna, dall'attiguo Bastio–
ne della Rocca, che nel950 ospitò Lotario, figlio
di Ugo di Provenza, e che allora ancora esisteva.
lE.
Ordinati
del Comune di Torino,
anno 1827, vol. 24, pag. 579.
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Iscrizioni lapidarie al Cimitero di San Lazzaro,
Archivio Storico del Comune di Torino, Wll-n. 219.
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Manifesto del 25 dicembre 1829.
~
Ordinati
del Comune di Torino,
anno 1829, vol. 29, pag. 1037.
San Lazzaro fu aperto nel 1778 e da allora, per
un cinquantennio, ospitò le salme di numerosi
torinesi. Ebbe quindi più breve durata del ge–
mello di Borgo Dora.
lE.
Infatti nel 1829 vi
cessarono del tutto le inumazioni e le spoglie
dei defunti furono traslate distinguendone la
loro appartenenza in nobile o plebea. Le prime,
come le salme dei Rossi, dei Rignon, dei Bo–
gnier, dei Cusi, dei Locarnis, dei Fresia d'Oglia–
nico, trovarono ricovero in San Pietro in Vinco–
li;
@
le seconde invece nel nuovo camposan–
to che si andava aprendo.
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Nel terreno lasciato libero si edificò dapprima
un convento francescano,
~
più tardi la sede
dell'Istituto di Emigrazione Italiana ed infine,
dal1886, l'edificio ivi sorto, ritornato di proprie–
tà municipale, fu destinato a sede provvisoria
del sifilocomio maschile, e lo fu per ben 70 an–
ni, finché venne abbattuto.
Dopo un mancato tentativo di bonifica nel
1936, 1'11 marzo 1952 si procedeva al definitivo
sgombero dei pozzi ossari del soppresso Cimi–
tero di San Lazzaro.
L'operazione, che nel1951 si presumeva del co–
sto di circa 1.000.000, con la collaborazione del–
la Ditta interessata
è
costata al Comune come
in appresso indicato:
COSTO AL COMUNE
giornate di lavoro 224 x 1675
(1459 paga
+
2 ore)
=
375.200
COSTO ALLA DITTA
giornate di lavoro 176 x 1459
=
256.780
ispezione ai pozzi
preventivata dalla
}a
Divisione
L.
98.000, e eseguita dalla Ditta




