le loro abitazioni nei pressi della via delle Rosine
e che si riducessero tutti nell'isolato
oggi composto dalle vie Po, Verdi, Montebello, Rossini.
~
Molte strade non erano lastricate; esisteva
un sistema fognario antiquato ed inefficiente costituito
dalle cosiddette
dore,
rigagnoli lungo le vie cittadine,
spesso unico mezzo per smaltire i rifiuti.
~-12-13-14
LUIGI ARCOZZI-MASINO,
op. cit.
~
La città si ampliò con espansioni pianificate tre
volte: nel 1620 verso sud, nel 1673 verso est e nel 1715
verso ovest. Carlo e Amedeo di Castellamonte con Filippo
Juvarra, furon gli architetti artefici che trasformarono
Torino, continuando la scacchiera viaria romana,
da piccola città medioevale in una gradevole città barocca.
tg
Molti di questi sepolcri furono danneggiati
o distrutti durante l'assedio francese del 1706.
sepolti i cuori del principe Maurizio di Savoia e
della moglie Ludovica.
tg
Le inumazioni continuavano a colmare le vec–
chie botole e
il
disagio crescente dei fedeli a
sopportarne
il
lezzo era acuito dal ricordo della
peste. Urgevano, quindi, rimedi radicali atti a
soddisfare esigenze di carattere civile, morale e
soprattutto igienico: così durante il regno di
Carlo Emanuele II, si iniziò a proporre
il
decen–
tramento dei cimiteri nella periferia della città
con la conseguente abolizione della sepoltura
in chiesa. Si trattava indubbiamente di un note–
vole passo avanti per una città che fino allora
aveva inglobato, nel suo tessuto urbano, sia i
vi–
vi
che i
morti.
Nonostante la realtà favorisse tale
soluzione, la proposta venne inopinatamente
respinta
L!2
e nemmeno servirono, per scalfir–
ne colpevoli riluttanze, le lamentele dell'Arci–
vescovo di Torino, Monsignor Lucerna Roren–
go di Rorà, quando sottolineò
a' giorni nostri,
nei templi, i sepolcri si sono così moltiplicati, che
quasi pare non più dir si possano case di preghie–
ra e di sacrifizio, ma luoghi piuttosto di non rare
indecenze, di frequenti profanazioni e di continuo
disturbo e talvolta orrore e nausea aifedeli... lefe–
tide esalazioni che ammorbano e le schifose im–
mondezze che vedonsi e bene spesso si sentono, i
cristiani stessi più fervorosi dalle chiese ribut–
tano.
~
Ma ormai la disputa era stata avviata ed il moti–
vo determinante per la sua risoluzione fu la tre–
menda calura che infierì su Torino nel1776.
La paura che una nuova pestilenza potesse ab–
battersi sulla città ed
il
ricordo degli anni passa–
ti, determinarono certamente in Vittorio Ame–
deo III la decisione di bandire l'inumazione
all'interno del perimetro cittadino.
cimiteri urbani
FA. Tarizzo, nel suo
Ragguaglio isterico dell'assedio,
difesa e liberazione della città di Torino,
riportava come
...
una bomba francese traforate le volte
di quella chiesa, passò più oltre a stritolare
nelle sepolture i cadaveri e lanciarne qua e là gli ossami.
L!2
Un'idea dei paradossi ai quali arrivava
l'opposizione fu quella ispirantesi alla teoria
di Rians e Themsdotff, secondo la quale
.. .la provvidenza avrebbe disposte le cose
in modo che i cadaveri umani possano interrarsi
fra i viventi senza che per le loro putride esalazioni
questi abbiano a risentirne danno di sorta.
~
Archivio Arcivescovile di Torino,
vol. 1719-5, anno 1777.
Il via ufficiale ai lavori per la realizzazione di
due camposanti al di fuori della città fu dato nel
novembre 1777.
Vi furono ancora alcune difficoltà poste dalle
esigenze dei possessori di sepolcri gentilizi, ap–
pianate poi con la promessa che nei cimiteri si
sarebbe loro riservato un apposito spazio. In ef–
fetti
il
decreto approvato dal Senato del regno
1'11 dicembre 1777 ammetteva molte eccezioni.
L'Editto di Vittorio Amedeo III per la regola–
mentazione dei cimiteri precisava:
Art.
l
•
Non potrà più darsi sepoltura ad alcun
cadavere nell'abitato della città di Torino e suoi
sobborghi, ma tutti i cadaveri delle persone che
vi morranno di qualunque stato, grado e condizio–
ne siano, a riserva delle infra espresse, dovranno
trasportarsi nei nuovi Cimiteri, per essere ivi sep–
pelliti secondo
il
compartimento che ne verrà ordi–
nato.
Art.
2 •
Non s'intenderanno compresi in questa
legge, oltre la Casa Reale, ed i Principi del San–
gue, gli Arcivescovi della Metropoli, i Vescovi, che
morissero in essa città, e le altre persone nomina–
tamente eccettuate nella lettera pastorale a tale
oggetto pubblicata.
Art.
3 •
Confermiamo per la Casa Reale la desti–
nazione fatta dal Re Vittorio mio Avolo di glorio–
sa memoria dei Regi Sepolcri nella parte inferiore
della Chiesa di Soperga.
~
Le autorità, accordatisi sui contrastanti modi di
procedere, emanarono con regio decreto 25 no–
vembre 1777, l'ordine per la costruzione di due
cimiteri.
Il progetto dell'architetto di casa reale, conte
Dellala di Beinasco, prevedeva il loro sorgere in
due contrade alla periferia di Torino: il primo
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