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l_2

PER NESSUN MOTIVO l CORPI DE! DEFUNTI

SIANO SEPPELLIT! NELLA BASILICA DE! SANTI;

SE

È

NECESSARIO, ALL'ESTERNO;

INTORNO AL MURO DELLA BASILICA.

~

Un ulteriore riferimento del cristianesimo

alla romanità, sta nel fatto che tale canone

si appella al diritto romano,

laddove la legge delle XII tavole (capitolo

X,

4),

enuncia:

Homines mortum in urbe ne sepelito neve urito

NON SIA CONSENTITO SEPPELLIRE O CREMARE

l CADAVERI NELLA CI7TÀ.

to in qualche modo contaminare i partecipanti

al culto, creava seri problemi di carattere igieni–

co e di salute pubblica. Necessitava, quindi,

convincere all'abbandono di queste secolari

usanze. La soluzione del problema andava ri–

cercata principalmente nel contesto religioso,

perché una volta chiarito questo, l'intervento

del potere civile sarebbe stato accettato come

logica conseguenza.

L'introduzione di una siffatta legislazione pre–

sentava non poche difficoltà di attuazione pro–

prio perché si scontrava contro antiche tradizio–

ni ed ancestrali superstizioni.

Un primo tentativo si ebbe con il Concilio di

Braga del 1572 che, nel suo diciottesimo cano–

ne, stabiliva il divieto di continuare le inuma–

zioni nelle chiese. Infatti dal testo

item piacquit

corpora defunctorum nullo modo in basilica sane–

forum sepeliantur; sed si necesse est, dejoris, circa

murum basilicae usque adeo non aborret

L2

emerge la volontà della chiesa ad avviare quel

processo, seppur lento e graduale, di rinnova–

mento, iniziando con il vietare le sepolture nel–

le fosse comuni dei luoghi di culto, ma permet–

tendole al di fuori delle mura di cinta.

~

dai sepolcri ai cimiteri

L2

Nel 1842 Carlo Alberto depone i resti

di Amedeo VIII nella cappella della Sindone.

(Di qua e di là dai Monti,

l'Artistica, Savigliano 1973,

pag. 23).

Torino, fondata nel218 a.C. nella regione urba–

nizzata dai Taurini, venne dedotta a colonia ro–

mana, l'Augusta Taurinorum, nell'anno 84

a.C., dapprima con il ruolo di insediamento

strategico e poi, in età imperiale, con quello ma–

nifatturiero,

vetro,

raggiungendo una popola–

zione di 7.000 unità.

Le uniche scarse indicazioni a noi pervenute re–

lativamente alle possibili necropoli romane pa–

revano testimoniare come i fondatori preferis–

sero seppellire i loro morti nella regione nord–

occidentale della città. Tale convinzione era

confortata dal rinvenimento di tombe di presu–

mibile età romana nei pressi dell'attuale piazza

Statuto e di una piccola necropoli vicino alla

Dora, all'altezza di quella che

è

ora via Modena.

L'appartenenza all'età romana di tale necropoli

è

stata però posta in discussione da successivi

scavi effettuati alla fine del secolo scorso. Infat–

ti i reperti ritrovati, classificati al periodo 400-

500 d.C., fanno supporre trattarsi più che di un

sepolcreto romano, già di un piccolo cimitero

cristiano.

Comunque, la prima vera necropoli cristiana si

formò nelle adiacenze del sacrario dei Santi

Martiri, luogo dove più tardi sorsero la Basilica

di San Salutare Maggiore, la · Cittadella e

l'odierna caserma Cernaia.

Di conseguenza, assumendo come termine di

riferimento tale Concilio, dobbiamo conclude–

re che, fino alla sua data, le sepolture nel mon- All'interno del perimetro cittadino esistevano

do cristiano avvenivano nelle chiese: all'inter- ancora altri luoghi di sepoltura, non ultimi le

d

11 ,

t

d

1

·

t

1

d · catacombe scavate sotto l'attuale cattedrale di

no e a es erno e muro penme ra e e m

piccoli campi limitrofi.

San Giovanni Battista. L2

La città, delimitata nella sua struttura urbana

dal primo tracciato viario romano, era suddivisa

in

isole, rioni,

dotate quasi tutte di una piccola