fluente del Po situato oltre le antichefortificazioni
barocche sei e settecentesche nel lato nord della
capitale sabauda.
Dopo aver detto delle scelte urbanistico-architet–
toniche degli assi di simmetria dei due impianti
sovrapponentisi di Lombardi e Sada, occorre ora
rafforzare il concetto critico d'un altissimo valore
specialmente della parte dovuta a Carlo Sada se–
ni
m~
architetto di Carlo Alberto, ma di provenien–
za lombarda (era nato a Bellagio ed a lui spettano
gli altri due suoi basilari capolavori neoclassici
delle esperimentazioni carlalbertine, del tempio
municipale di San Massimo in Torino e dell'ospe–
dale di San Paolo in Savona).
È
sufficiente con-
frontare l'opera torinese con quella genovese del
cimitero di Staglieno, che è noto essere una costru–
zione allestita da Giovanni Battista Resasco svi–
luppando (ma anche modificando) un progetto
del bravissimo genovese Carlo Barabino (1768-
1835), mancato prima dell'inizio dei lavori. /ndi–
scutibilmente l'architettura di Sada è di gran lun–
ga artisticamente più valida di quella di Resasco.
Mentre sembra non essere neppure pietoso il con–
fronto della splendente opera torinese (che si ripe–
te è d'uno squisito animo neoclassicistico) con
l'opera milanese intenzionalmente monumentale,
ma di caratteristica eclettica in stile gotico-lom–
bardo dovuta all'architetto Carlo Maciachini da
Induno Olona (1818- 1899).
Anche in questo caso Sada vince su Maciachini.
Se poi la disamina di confronto ai tre vertici del
triangolo Torino-Genova-Milano viene estesa al–
lafolla delle opere di glorificazione epigrafica efi–
gurativa presente nei tre vertici geografici, quella
immensa e prestigiosissima amorosamente sche–
data dal benemerito architetto Carella quasi tutta
inedita (di prima scelta, cioè oltre le vecchie elen–
cazioni di Arcozzi- Masino), si deve concludere
che la parata monumentale torinese non è affatto
da meno delle altre due. Tanto per i nomi degli ar–
tisti quanto per gli oggetti di glorificazione, di rag–
gio nazionale in un attimo di speciale concentra–
zione in Piemonte degli innumeri patrioti risorgi–
mentali, sono tali da esigere che anche a Torino si
applichi quell'appellativo di ((monumentale" che
è nei voti miei, dell'amico Carella e di altri autore–
voli storici oltre che ovviamente degli amministra–
tori politici comunali e regionali, particolarmente
l'assessore Beppe Lodi, promotore e stimolatore
della pubblicazione nel centosessantesimo anno
dalla fondazione.
Augusto Cavallari Murat
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