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argomentazioni introduttive
Nel secolo scorso in ossequio a precisanti disposi–
zioni di polizia sanitaria le tre città del celebre
triangolo 'Torino
-
Milano
-
Genova" ebbero
strutture caratterizzate dalla presenza di vaste
aree periferiche attrezzate per le inumazioni e se–
polture in genere. Non si ammettevano più le tom–
be nelle chiese e nei chiostri conventuali.
Tuttavia, benché l'urbanistica torinese sia stata la
prima in ordine cronologico a dotarsi di sif.fatta
attrezzatura specializzata tra gli anni 1827 e 1840-
44, Genova eMilano enfatizzarono i loro rispettivi
impianti cimiteriali realizzati tra 1844 e 1851 e tra
1863 e 1866, applicandovi l'appellativo di ((Monu–
mentale", appellativo destinato cioè a conferire ai
due cimiteri speciale dignità e conseguentemente
notorietà mondiale.
C'è da chiedersi il motivo per cui la metropoli su–
balpina, la quale aveva immediatamente stipato
l'architettura con pregiati ornamenti figurativi e
glorificativi, non abbia simultaneamente fregiato
la propria dimora eterna dei torinesi con lo stesso
predetto appellativo di ((Monumentale".
Un recente riesame critico-storico dell'architettu–
ra ottocentesca, locale ed anche nazionale, ha di–
mostrato che la qualità di monumentalità d'alto
livello sarebbe spettata immediatamente, sino da–
gli inizi, in conseguenza dell'entità edilizia
dell'impianto di legamento architettonico e della
connessa densità considerevole delle opere com–
memorative, scultoree, pittoriche, musive, che or-
navano ogni anfratto della generale architettura.
Indiscutibilmente prestigiosa era ogni cosa. Non
meno prestigiosa che a Genova e a Milano.
In Torino nonfurono affatto irrilevanti, cioè di mi–
nore valore artistico che altrove, le firme dei due
architetti progettatori, Gaetano Lombardi (1792-
1868) e Carlo Sada senior (1809 -1873), la statura
dei quali io cercai di rivalutare qualche anno fa
stimolando nell'incremento rivalutativo Antonio
Carella.
Gaetano Lombardi e Carlo Sada senior incisero
sul terreno in aperta campagna un autoritario as–
se di simmetria che vale ancora per le ampliazioni
odierne. Tale asse di simmetria dell'impianto ur–
banistico-architettonico si venne ad innestare a
squadro nel punto più acconcio lungo un percorso
campestre allora chiamato ((strada di circonvalla–
zione" (oggi grosso modo la traiettoria di corso
Novara). Si percorreva tale circonvallazione an–
dando verso il Po.
L'innesto dell'asse urbanistico-architettonico del
((Cimitero Generale" era echeggiato altrettanto
imperativamente sui fianchi del camposanto dal–
la ((strada di circonvallazione esterna" sulla de–
stra, e dallo ((stradale al Regio Parco" sulla sini–
stra; essendo questi percorsi esterni di servizio
idealmente proseguibili, come ora avviene, dac–
ché essi si annodano in zona Regio Parco in con–
seguenza delle successive modificazioni bonifica–
tive del tortuoso letto della Dora Riparia, quell'a!-




