arricchire la nostra cultura, deve costituire lo sti–
molo per una visita al grande complesso, da com–
piere con uno spirito diverso, non solo per un
omaggio ai tanti nostri concittadini che qui ripo–
sano, ma con l'intento di scorrere le pagine di un
grande libro che ci narra le vicende di chi lo con–
cep~
di chi ne creò le strutture e ne tracciò la geo–
metria dei viali, di chi amorosamente vi ha co–
struito i tanti sepolcri, dai più fastosi ai più umili.
Sarà poi l'occasione per scoprire, tra le molte tom–
be, autentiche opere d'arte di valenti architetti e
scultori, per trarre dalla lettura delle lapidi consi–
derazioni sull'evolversi dei costumi durante i cen–
tocinquant'anni trascorsi dall'apertura del Cimi–
tero, per incontrare tra i tanti nomi sconosciuti,
quelli di persone illustri e quelli di amici e cono–
scenti di un tempo passato, che le vicende della vi–
ta hanno da noi diviso e che ritroviamo ora nella
loro estrema dimora.
Lascio ai lettori di meditare su questi miei brevi
pensieri, e ringrazio l'architetto Antonio Carella,
che ha amorosamente studiato e narrato le vicen–
de che ho l'onore di presentare.
Giuseppe A. Lodi
l




