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premessa

Erano anni che, tutti i giorni, entravo nel recinto

del Cimitero Generale. Era il mio posto di lavoro e

vi svolgevo la mia attività con l'impegno di chi

giornalmente, percorrendone i viali, leggendo una

lapide, osservando un monumento, si sentiva sti–

molato a curare le opere dei grandi architetti e

scultori che avevano contribuito a trasformare il

vecchio "Parco delle mezze lune" in un mistico

museo all'aperto.

Ma quella mattina di un freddo novembre vi en–

trai con ben diverso spirito, al seguito del carro fu–

nebre che trasportava ilferetro di mia madre. Non

era il primo funerale che accompagnavo: nel Ci–

mitero già riposavano alcuni amici e conoscenti,

un lontano parente, ma nessuna persona a me

tanto intimamente legata.

Da quel giorno imparai a conoscere il Cimitero

sotto un altro aspetto: come luogo del dolore uma–

no, dei ricordi, delle memorie. Così avvenne che

nacque in me, nel ricordo della mamma, il pensie–

ro di studiare la storia della necropoli, per cono–

scerla nei suoi particolari e scriverla, anche per me

solo, se non mi fosse dato farla leggere ad altri.

Dedicai così le mie ore libere alla ricerca, alla con–

sultazione dei pochi testi che recavano notizie a

me utili e dei documenti d'archivio contenenti gli

atti ufficiali. Raccolsi un ampio carteggio, molto

materiale illustrativo e riempiifogli e quaderni di

note ed appunti.

Mi accinsi quindi ad ordinare la materia ed a dar–

leforma letteraria, ma quanto era difficile per me,

del tutto privo di analoghe esperienze.

Intanto anche mio padre aveva raggiunto la mam–

ma, per riposare accantJ a lei. Mi ricordai allora

di quanto mi ero ripromesso e con rinnovato impe–

gno tornai alla mia impresa, col pensiero rivolto

alle due persone che più mi amarono e alle quali

tutto devo.

Ora il mio scritto non solo

è

completo, ma

è

desti–

nato ad essere pubblicato. Vedo così coronato

quello che avevo pensato solo come un sogno, e di

questo ringrazio l'Assessore Giuseppe A. Lodi.

Con lui ringrazio Walter Bianconi e Paolo Vinai

che mi incoraggiarono all'inizio e le persone che

mi aiutarono nelle ricerche, mi consigliarono nel–

la stesura definitiva del testo, e gli amici cheparte–

ciparono a dar forma al volume, dei quali non

elenco i nomi perché ben più degnamente citati nel

colophon.

Antonio Carella