Background Image
Table of Contents Table of Contents
Previous Page  54 / 146 Next Page
Information
Show Menu
Previous Page 54 / 146 Next Page
Page Background

54

~

Primo decurione ricordato

è

l'avvocato Edoardo Tholozan, morto

il

18 luglio 1830.

~

Dalla citata relazione dell'avv. Tholozan:

...la figura planimetrica del nuovo cimitero

è

un quadrato di trabucchi 110 di lato...

con una superficie di giornate 30,25 escluso il suolo

della strada principale che occupa giornate 2,5

così in tutto si abbisogna

di una superficie di giornate 31,50.

le Rosine

e successivamente in Vanchiglia, dove

rimase dal1772 al1859. Inoltre come era già pre–

visto da una Regia Patente del 25 novembre

1777, ai proprietari di sepolture nei cimiteri sop–

primendi furono riconosciuti,

Senato 4.4.1829-

Manifesto articoli 7-8-9,

diritti di pari sepoltura

ed area in

surrogazione ed in proprietà

nel nuovo

cimitero, ovvero

indennità di lire seicento.

Così su proposta dal marchese Tancredi Falletti

di Barolo il Consiglio Decurionale deliberava,

nel1828, l'inizio dell'opera per la costruzione di

un cimitero per la città di Torino.

Il luogo prescelto, nonostante la bellezza del

suo scenario, non era dei più felici. Infatti le in–

filtrazioni della Dora,

lo Stige torinese,

costrin–

sero poi, come si vedrà, la municipalità a deviar–

ne il corso onde evitare danni sempre più gravi

di smottamenti e di continue erosioni, e nel

contempo permettere di ricavare spazi per nuo–

vi ampliamenti.

Il progetto del nuovo Cimitero, opera dell'ar–

chitetto Gaetano Lombardi, presenta, sul fron–

te, al centro la Cappella, a lato gli ingressi e a de–

stra e a sinistra di questi, confinanti con il muro

perimetrale, le abitazioni del Rettore e dei cu–

stodi.

La Cappella, circolare, in stile neoclassico,

è

de–

bolmente illuminata dall'alto: una scultura, raf–

figurante il Cristo deposto, sovrasta l'altare in

marmo bianco e nero.

In uno dei vestiboli d'ingresso

è

eretto un busto

marmoreo a ricordo del munifico marchese

Falletti di Barolo.

All'interno del Camposanto, sui nicchioni

dell'abside, sono incisi i nomi dei Decurioni de–

ceduti dopo la costruzione e che all'inizio erano

sepolti nell'aiuola sottostante.

~

~

Nel 1829 le tombe gentilizie

erano di proprietà delle rispettive famiglie;

soltanto nel 1848 con lo Statuto Albertino

le necropoli diventano proprietà demaniale e quindi

le tombe sono assegnate quali concessioni.

~

Aree divenute comunali

con procedura di decadenza delle sepo/ture di famiglia

in stato di abbandono (pubblicazione de//'1-4-1963)

resesi disponibili per decadenza già dichiarata

con deliberazione Consiglio Comunale 17-7-1967

Prefettura 4-8-1967.

La figura del Camposanto primitivo

è

quella di

un ottagono di circa 114.300 mq. che si delimita

in un quadrato di pressappoco pari superficie,

circondato da un muro di cinta alto quattro me–

tri e costeggiato da una strada di comunicazio–

ne larga cinque metri verso nord, est, ovest e di

circa venti metri verso sud, ove si aprono gli in–

gressi.

~

La disponibilità iniziale era di 51.520 fosse, di

cui 10.880 per infanti: della passata sistemazio–

ne rimangono ora due soli campi, essendo stati

gli altri destinati alla costruzione di tombe di fa–

miglia.

I muri interni dell'ottagono si svolgono a

nic–

chioni

in stile semi-egizio, atti ad ospitare lapidi

e monumenti dei defunti sepolti nelle aiuole

fronteggianti; queste, destinate a sepolture pri–

vate, sono guernite da listini di pietra tutelanti

le singole proprietà.

~

Percorrendo in senso antiorario il viale perime–

trale si segue la numerazione dei nicchioni in

progressione. Dal numero uno al 46 si trovano

le aree destinate a sepolture cinquantennali.

Al numero 74, camere C-D-E-F;

~

al nume–

ro 145, camere A-B e al numero 172, camere B–

e,

sono trasferite salme e resti provenienti dai

cimiteri suburbani soppressi di: Lucento, Ma–

donna di Campagna, Pozzo Strada, Lingotto.

Nel primitivo nicchione n. 117 sono i resti pro–

venienti dal soppresso cimitero di San Pietro in

Vincoli.

Al primitivo nicchione n. 169, in una sepoltura

estremamente semplice, ma molto decorosa,

è

sepolto Carlo Tancredi Falletti di Barolo, il

grande benefattore della città di Torino.