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LUIGI CIBRARIO,

op. cit.

del terreno a lire 3000 la giornata, oltre il valore

delle piante.

Il 28 aprile 1828 la relazione giurata redatta

dall'architetto Lorenzo Lombardi, perito nomi–

nato dalla città, determinava il suo valore in lire

1735 per giornata, non compreso

il

valore delle

piante.

In ultimo, il9 giugno 1828l'architetto Giacomo

Maria Barabino, terzo perito, delegato dal Se–

nato per procedere alla stima del terreno ogget–

to della lite, ne stabilì

il

prezzo in ragione di lire

2139 alla giornata.

Finalmente, per una disputa che aveva le sue

origini legali in documenti datati 10 maggio 1821

e con la costruzione del Cimitero ormai avanza–

ta, giunse il verdetto del Real Senato a defini–

zione della controversia tra la città di Torino e i

signori Allumello e Vachetta, i quali pretende–

vano un prezzo esorbitante per i terreni espro–

priati.

La sentenza senatoriale del 22 giugno 1829 de–

cretava congrua l'ultima valutazione, acco–

gliendo in tale modo la tesi della città.

~

Torino: Iconografia del Camposanto Generale

e di San Pietro in Vincoli,

Tip. Botta, Torino 1865.

~

La chiesa dei

SS.

Bino ed Evasio sita

lungo la strada di San Mauro, oltrepassato il borgo di Po

(A. GROSSI,

op. cit.),

era stata alienata (1843)

ed adibita ad usi civili, dopodiché fu demolita.

Fu in quella circostanza che i resti

dei benefattori dell'Ospedale, ivi sepolti,

vennero traslati nella cappella del Beato Amedeo

nel cimitero dell'Ospedale di Carità

(çfr.

G.F BARUFFI

Passeggiate nei dintorni di Torino,

vol. IX, Il Camposanto dei torinesi), e successivamente

nella tomba n. 63 del Cimitero Generale.

che fossero al mondo; né altrove Torquato Tasso

attinse la sua idea del giardino di Armida siccome

lo dichiarava per sue lettere egli stesso... Scesero i

francesi ne11706 ai danni d'Italia e ai nostri, ed i

giocondi riposi del parcofurono il primo campo in

cui attendarono apparecchiando l'assedio di Tori–

no. A quel tempo il Parco, il Valentino, Mirafiori

ebbero tali guasti che il primo potè ritornarsene e

tornò a far corpo colle campagne circostanti da

cui la mano di Emanuele Filiberto l'aveva dispic–

cato. Il Valentino e Mirafiori non mostrarono che

una pallida ombra dell'antica magnificenza.

~

Una precisa indicazione dell'ubicazione del ci–

mitero si trova in un testo di oltre cent'anni or

sono:

il Camposanto Generale, aperto nel 1829

per decreti del Municipio, è situato al nord-est del–

la città ad un chilometro dal circolo del corso di

San Maurizio e poco presso ad uguale distanza

dalla piazza Emanuele Filiberto da Porta Milano

e dallo sbocco della via dell'Ippodromo dai portici

di Po. Dal circolo si discende al ponte delle Benne

sulla Dora Riparia e per la strada del Parco aven–

do a destra la ridente collina e la basilica di Su–

La scelta del luogo ove realizzare

il

Camposan-

perga ed a manca la maestosa catena delle Alpi,

to Generale cadde così sulla zona, allora ester-

che corre parallela alla fronte della Necropoli.

~

na al centro urbano, denominata

delle mezze lu-

ne,

che un tempo era stato uno dei più lussureg- Il costruendo Cimitero Generale era destinato

gianti e deliziosi parchi che l'Europa potesse ad accogliere le salme di tutti i defunti della cit–

vantare: diviso in due parti, l'una aperta ai citta- tà, senza eccezioni (salvo quelle ammesse dalla

dini, l'altra riservata alla villeggiatura dei Duchi legge), ciò in considerazione anche della chiu–

di Savoia, ospitava grandiosi pergolati, capanne sura prevista per il1850 dei due Camposanti ri–

artificiali, fontane, cascate, grotte, serragli, ac- servati a speciali categorie di persone, e cioè,

il

quari, gabbie che lo adornavano; ricordato co- cimitero dei SS. Bino ed Evasi

o~

che accoglie–

me

Regium Vivarium,

nel suo interno sorgeva

il

va i poveri deceduti nell'Ospizio di Carità fra

il

Palazzo del Viboccone dove

...

eranfrequenti-

1776 ed i11840 e quello israelitico che, dalla sua

scriveva

il

Cibrario -

le feste che si davano, con-

sede primitiva dell'Arsenale, si era trasferito nel

vegno di una delle corti più fiorite e più spiritose

·vecchio borgo Po

attuale sede dell'Istituto del-

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