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Da il
Registro della Ragioneria,
1827.
~
.. .faceva costruire o riparare
ospizi, chiese, scuole, dava moto alle belle arti,
ad
ogni
cosa utile al paese, trovava
nell'intervallo delle sue fatiche il tempo di scrivere
libri istruttivi e morali pel popolo.. .
non avendo figliuolanza usava le sue sostanze
a gloria di Dio e a sollievo dei poveri...
SILVIO PELLICO,
Memorie,
Istituto Artigianelli,
Torino, ristampa 1914.
l'approvazione definitiva per l'esecuzione di
un'opera di ragguardevole costo, ma di non me–
no assoluta necessita. lE
Fu così che, dopo l'approvazione da parte della
Regia Segreteria di Stato
8 settembre 1827
ed il
visto arcivescovile, si provvide a predisporre nel
bilancio comunale per l'anno 1828 lo stanzia–
mento di una somma di
L.
10.000 per l'inizio dei
lavori.
L'avv. Tholozan, nella sua relazione riferisce
che:
...
lafigura planimetrica del nuovo cimitero
è
un quadrato di trabucchi centodieci di lato
...
con
una supeificie di giornate 30,25, escluso
il
suolo
della strada principale che occupa giornate 2,25,
così in tutto si abbisogna di una supeificie di gior–
nate 32,50.
A questo punto la spesa totale prevista ammon–
ta a
L.
375.000 e comprende
L.
335.000 per la
formazione del nuovo cimitero, compreso l'ac–
quisto del necessario terreno e
L.
40.000 per tra–
sformare in chiesa pubblica
il
cimitero di San
Lazzaro.
Il marchese Tancredi Falletti di Barolo, grande
benefattore della città,
~
considerate le diffi–
coltà economiche in cui veniva a trovarsi la cit–
tà, della quale era sindaco in quel periodo, donò
alla cassa civica
L.
300.000 mediante la sola cor–
responsione del 5% di interesse, per la durata
della vita sua e di sua moglie.
Notevole fu anche l'apporto a tale iniziativa
della di lui consorte, Giulia Vitturnia Francesca
Colbert, figlia del primo ministro di Francia. La
marchesa, pur essendo nata in terra di Vandea
nel paterno castello di Maulevrier il 27 giugno
1785, manifestò un affetto fuori del comune per
la città di Torino, che considerò sempre come
~
Il Comune di Torino, con il nuovo Cimitero,
istituì pure la fornitura gratuita del f eretro ai poveri.
~
Dalla relazione del Tholozan.
~
A. GROSSI,
op. cit.
sua patria di adozione. Realizzò questo suo af–
fetto promuovendo opere di interesse sociale,
non ultime quelle riguardanti le inumazioni in
forma pressoché eguale per tutti, al di fuori del–
le chiese e dei centri abitati.
Il Consiglio generale in seduta straordinaria,
con
ordinato
28 febbraio 1828, manifestò rico–
noscenza e dispose che in futuro venisse eretto
un busto marmoreo a ricordo di tale munifi–
cenza.
Il signor avvocato Davide Revelly, consindaco,
volle anch'egli concorrere nell'offerta con la
somma di
L.
3.000, che fu parimenti gradita.
Gli atti delle donazioni furono stipulati il 1°
marzo 1828, a rogito del signor Decurione Se–
gretario Pier Paolo Villanis, e fu così possibile
intraprendere i lavori il giorno 17 maggio 1828.
La città di Torino deliberò di erigere il proprio
Cimitero Generale, nel quale i cadaveri saran–
no poi inumati per la prima volta in fossa sin–
gola, ispirandosi al disegno del cimitero di
Parma.
~
Fu disposta quindi una ricerca nei dintorni del–
la città intesa a rinvenire un terreno che per la
località e per la natura fosse idoneo ad un cimi–
tero; il posto più adatto risultò essere quello
che
giace isolato nella campagna alla sinistra della
Dora, al ciglio levante della strada che mette al
Regio Parco, e la sponda destra del canale; che
dopo
il
servizio dei mulini, prosegue verso
il
detto
Regio Parco.
~
L'esproprio del terreno prescelto non fu certa–
mente una azione delle più facili. I proprietari
signori Giovanni Battista Allumello ed Ema–
nuele Vachetta,
~
assistiti dall'architetto
Giuseppe Giraud facevano ascendere il valore




