sueto e successivamente, dal1632, il registro dei
sepolti nella chiesa del vicariato di Cavoretto
porta la firma di Don Giacomo Rivcara.
La serie dei registri tenuti dai diversi parroci che
si sono succeduti continua con quattro volumi
datati dal1647, dal1688, dal1781 e dal1837. Dal
1842 presentano sul frontespizio una etichetta
stampata e all'interno sono rilegati fogli pre–
stampati che raccolgono dati e caratteristiche
personali delle salme ed il loro esatto posizio–
namento nell 'area del cimitero.
Dai documenti in nostro possesso il Cimitero di
Cavoretto dal1890 risulta già ubicato nell'attua–
le posizione per un'area di mq. 532,8. Vi esiste–
vano soltanto fosse di inumazione ed un vano
per deposito feretri. L'ingresso sul lato piccolo
del trapezio di tale area era posto in posizione
sud-est e la sua facciata era di metri 17.
Nel1912 si è costretti ad una prima ampliazione
pertanto l'area a cimitero cresce sui prolunga–
menti dei lati nord-est e nord-ovest presentan–
do ancora il suo ingresso principale sullo stesso
lato pur crescendo a metri 38 ed arricchendosi
di un corpo di fabbrica comprendente: l'abita–
zione del custode, un deposito provvisorio del–
le salme ed un deposito attrezzi e feretri.
Il disegno datato 27 luglio 1911 trasforma com–
pletamente il primitivo sistema di inumazione
in un nuovo campo attraversato da due viali,
che partendo in coincidenza delle mediane dei
quattro lati, dividono l'area in quattro campi
simmetrici; su detti viali si affacciano le prime
aree per tombe di famiglia e nasce nel centro,
all'incrocio dei viali, la Croce dell'ossario ge–
nerale.
Nel 1931 si ha un nuovo ampliamento che
avviene nel prolungamento dell'area sul lato
nord-ovest, occupando lo spazio libero fra le
due stradine esistenti per una lunghezza di me–
tri 35. Le diverse quote di questo terreno com–
portano già un serio studio per la sistemazione
a terrazze dello spazio cimiteriale; la nuova area
si raggiunge per una scaletta che vince il disli–
vello tra i due piani e da questa terrazza una
nuova scalinata porta al campo di inumazione.
In questa progettazione un felice accorgimento
tecnico fa sì che nei muri di contenimento del
terrapieno si siano ricavate, per la prima volta,
più file di loculi, che danno inizio ad una nuova
serie di tumulazioni.
L'espandersi del cimitero in questa zona com–
porta ormai gravi problemi logistici; già dal1957
alcuni cittadini interrogano l'Ufficio d'Igiene e
Sanità perché si esprima a favore della riduzio–
ne a 100 metri della zona di rispetto, che per–
metterebbe la possibilità di nuove costruzioni.
Dal canto suo l'Amministrazione, pressata
com'è dalla necessità di trovare nuovi spazi nel
cimitero, in una nota interna ritiene che l'even–
tuale riduzione della zona di rispetto a m. 100,
non possa portare un sensibile e duraturo risul–
tato, poiché, in ogni caso, l'area disponibile per
l'ampliamento sarebbe molto limitata, tale da
durare pochi anni. La nota continua osservando
come lo sviluppo della città non debba essere
ostacolato dai residui piccoli cimiteri suburba–
ni, tanto più che celeri e comodi sono i servizi di
collegamento con
il
Cimitero Generale.
Giunge necessaria nel1962 la deliberazione n.
20117, con la quale il Consiglio Comunale di
Torino, propone la riduzione dell'area della zo–
na di rispetto del Cimitero suburbano di Cavo–
retto da 200 a 100 metri dal muro di cinta del ci-
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