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pianta del cimitero di SAN VITO
Nel centro del recinto una cappelletta di metri
4,50 per 4,50 custodiva nel sottosuolo l'ossario.
Nei quattro angoli del campo altrettanti campi
per adulti per una complessiva disponibilità di
704 fosse; nel centro, sui fianchi dell'ossario,
due simmetrici campi per infanti della capacità
totale di 378 fosse.
Nel1893 si ebbe unaprimaampliazione prolun–
gando i due lati corti per metri 37 lasciando
all'esterno i servizi. Si venne così ad occupare
tutta l'area disponibile con l'aggiunta di quattro
nuovi campi di inumazione e la formazione di
fosse trentennali.
Anche in questo borgo, come in tutta Torino,
ormai necessitavano nuovi spazi cimiteriali, in
modo particolarre crescevano le richieste di
aree per tombe di famiglia altrimenti obbligate
ad abbandonare la zona per un'area al Cimitero
Generale.
113 settembre 1912 veniva proposta una seconda
ampliazione: la previsione di spesa per tali lavo–
ri, come si legge nell'avviso d'incanto in data 14
agosto 1912, ammontava a lire 32.000.
Un disegno del marzo 1913 ci presenta l'avvenu–
ta seconda ampliazione che si è sviluppata verso
il nord e comunica con la vecchia costruzione
mediante l'apertura centrale nel lato più lungo,
che misura così metri 77,62.
Lungo il viale centrale della nuova ampliazio–
ne, vengono ubicate venti tombe di famiglia, al–
le loro spalle 24 fosse centennali per lato ed infi–
ne due simmetrici campi d'inumazione per
adulti con 228 fosse.
Anche per questo cimitero si decideva la sop–
pressione con delibera del Consiglio Comunale
del 17 dicembre 1951.
Lo sgombero e la consegna del terreno avven–
gono nella stessa data: il 24 settembre 1971.
L'ubicazione di detto cimitero attualmente sa–
rebbe riconoscibile nell'isolato a verde pubbli–
co tra le vie Lorenzo Delleani, Trecate, Alec–
sandri Vasile e via al Cimitero di Pozzo Strada.
cimitero di San Vito
1113 dicembre 1122, con un accordo tra la città di
Torino ed
il
suo Vescovo Bosone,
1120-1128,
il
cappellano di San Vito fu investito delle rendite
di alcuni poderi per consentire un servizio pa–
storale adeguato. Con il passare dei secoli an–
che in questa zona della collina, si avverte la ne–
cessità di ampliare il vecchio cimitero o traspor–
tarlo in altro terreno, lontano dall'abitato.
Anche per la designazione di questo sito venne
chiamato l'ingegner Barone, e dopo una trava–
gliata vertenza legale, nella seduta dell'8 giugno
1838, l'ingegner Carbonazzi dichiarò la validità
del progetto Barone e ritenne adatto il sito con–
finante, permettendone l'occupazione a mez–
zogiorno dell'esistente cimitero.
Sulla strada antica di San Vito, nella curva sot–
tostante la Parrocchia, era l'ingresso dell'antico
cimitero che misurava circa mq. 160. Così il16
maggio 1839 veniva, dalla Parrocchia, ceduto al–
la città un appezzamento di terreno per una su–
perficie di are 6,46 per la formazione di due
campi di seppellimento.
Partendo dal perimetro a nord-est del vecchio
cimitero lungo metri 18, la nuova area si svilup–
pava a forma di ventaglio facendo perno proprio
nella curva dove si trovava l'ingresso.
Da un disegno datato 1885 si rileva che esso era
formato da un campo infanti di 204 fosse, un




