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PROiPITTO 'DELLA CAPPELLA

iiA.N'rA

In questo cimitero esistevano quattro tombe di

famiglia, tutte di uguale dimensione, i cui con–

cessionari risultavano essere: Degregori, Gau–

tier, Cerato, Michelotti.

Ancora oggi nella toponomastica torinese

è

se–

gnata, dipartentesi dal corso Casale, la

strada

del cimitero Madonna del Pilone,

che termina

sulla via Tommaso Agudio e l'area attualmente

è occupata da un edificio scolastico.

Anche questo cimitero seguì la stessa sorte di

quelli che vennero soppressi con decreto a par–

tire dall

0

luglio 1896 e le salme andarono al ci–

mitero Sassi.

cimitero di Mongreno

Situato su un terreno di mq. 707,36, ceduto alla

città di Torino, con atto rogato Albasio del 3

febbraio 1858, dal dott. Giuseppe Fenoglio, di–

stava circa mille metri dalla parrocchia.

Si affacciava sulla strada vicinale di Mongreno

oltre l'attuale Villa Romita e, come da un ter–

razzo di metri 21 per 19, dominava la vallata

verso Torino.

prospetto della CAPPELLA

e pianta del cimitero di

REAGLIE

A partire dal l

o

luglio 1896 anche questo cimite–

ro, in ottemperanza al decreto comunale, ven–

ne soppresso e le inumazioni dei borghigiani

passarono al cimitero di Sassi.

cimitero di Reaglie

Sul lato orientale della parrocchia intitolata alla

Beata Vergine Assunta esisteva un piccolo ci–

miterò rettangolare di circa venti metri quadra–

ti; trovandosi ai piedi di un terreno collinare nei

periodi di pioggia l'acqua trasportava odori in–

descrivibili.

Nell831

il

cimitero risultava ormai inadeguato,

e seppure esistesse la possibilità di trasportare i

cadaveri al Cimitero Generale, il piccolo borgo,

che contava 450 abitanti, volle un nuovo cimi–

tero particolare.

L'economo della chiesa di Reaglie, Capirone, il

20 ottobre 1831 informò della disagevole situa–

zione le autorità competenti e propose un terre–

no, poco distante dalla parrocchia, quale sito

idoneo per la costruzione del nuovo cimitero.

Questa volta l'assegnazione delle competenze

si dimostrò più agevole. L'avvocato Villanis fa–

cendo riferimento sia alla patente 25 novembre

1777, sia al manifesto senatorio 27 marzo 1832,

concludeva che era compito della Civica Am–

ministrazione

il

provvedere per la costruzione e

traslocazione dei cimiteri.

L' ingegnere della città, Barone, ebbe quindi

l'incarico di esaminare la scelta del sito, mentre

per la sorveglianza igienico-sanitaria era affian–

cato dai professori Quaranta e Rizzetti .

L'ingresso si apriva sul suo lato maggiore e per–

correndo un vialetto, che divideva l'area a metà,

si formavano due simmetrici campi d'inuma–

zione della capacità di sessanta fosse ognuno.

Di fronte al vialetto una capelletta si addossava

al muro di recinzione, sotto al quale due campi

uguali erano disposti per la sepoltura degli in–

fanti. Com'era in uso in quei tempi, sotto la

chiesa, con ingresso dall'esterno, venivano se–

polti gli infanti non battezzati.

Il giudizio favorevole espresso dal Senato nella

Questi dati sono stati ricavati dalla lettura del seduta del27 novembre 1832 portò all'acquisto

disegno planimetrico datato 28 agosto 1885.

di un terreno di are 9,42 di proprietà eredi Raz-

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