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rentem, priusquam id, quod in mente concepit, cernat, vi–
deat, quis ipsefuturus sit. Ante civitates, ante agros sunt se–
pulcra. Ubique ante oculos est nostrce humilitatis schola,
&
docemur, in quid definamus tandem,
&
tunc videmus, quce
intus sunt spectacula.
Per la qual cosa sacro, e religioso aveasi per modo il desti–
nato sito alla sepoltura de' trapassati cristiani, che niun ca–
davero sarebbesi seppelito, se quello stato prima non fosse
colle consuete solenni cerimonie benedetto, o, come dir
solevasi, consecrato, e sì di quelle persone, che viventi la
stessa Religione unite mantenne col santo vincolo di cari–
tà, dopo la morte la stessa terra copriva le spoglie in un co–
mune santificato luogo raccolte. Nè certamente il rito del–
la solenne benedizione de' cimiteri dire si debbe introdot–
to soltanto negli ultimi secoli della Chiesa, per poter quin–
di di leggieri affermare, che non vanti maggiore antichità
l'uso de' pubblici cimiteri, che la consuetudine di seppelli–
re ne' templi. lmperciocché non solamente indubitata fe–
de ne fanno dal secolo decimo fino ai nostri tempi molti
preziosi manoscritti pontificali, che nelle più celebri bi–
blioteche d'Europa si conservano, e il rispettato testimo–
nio di molti celebri autori, Stefano Duranti, nel libro pri–
mo
De ritibus Ecc/esice Catholicce,
Matteo Parisio nelle vite
degli Abati di S. Albano, Guglielmo Durando, Vanespen,
Catalano, ed altri', ma fino ancora nel sesto secolo, essere
stata per uso già introdotto, e costante praticata la solenne
benedizione de' cimiten, chiaro argomento ne porge S.
Gregorio Vescovo di Tours, il quale nel libro
De gloria
Confessorum,
narra, che dato avendo egli opportuno avvi–
so alla Badessa del Monistero di Poitiers, perché desse
onorata sepoltura al venerabil corpo della beata Radegon–
da Regina di Francia,
Quidfaciemus,
rispose ella,
si Episco–
pus urbis non advenerit, quia focus il/e, in qua sepeliri debet,
non est sacerdotali benedictione sacratus?
E se vogliasi con
attenzione considerare la sostanza, e la forma della bene–
dizione, che, secondo il rito dalla Chiesa preferito, usar si
dee sopra il sito destinato alla sepoltura de' fedeli defunti,
si vedrà chiaramente, che la intenzione della nostra vera
Madre fu sempre la medesima, cioè che i cimiteri siena
propriamente consecrati alla sepoltura de' cadaveri di
quelle persone, che nella comunione de' cristiani moriro–
no, e che aver si debbano come il luogo della dormizione,
e del riposo delle spoglie mortali de' cattolici, finché dalle
angeliche trombe svegliati, a quella vita risorgano, che
non conoscerà più mai legge alcuna di morte. lmpercioc–
ché in sul bel principio della sacra funzione le più ardenti
sue preghiere offre il Pontefice alla Maestà infinita di Dio,
Ut purgetur, benedicatum, sanctifìcetur,
&
consecretur hoc
ccemeterium, ut humana corpora hic pòst, vita: cursum quie–
scentia in magno judicii die simul cum feticibus animabus
mereantur adipisci vitce perennis gaudia.
Ed in un'altra ora–
zione prega egli il Signore, che voglia degnarsi di benedire
il cimitero, come già avea benedetto una volta la terra, in
cui sepolti furono i Patriarchi Abramo, !sacco, e Giacob–
be, quasi così il primo uso di seppellire nella terra benedet–
ta i cadaveri confermando, e con questo solenne rito com–
mendando; onde intendano i fedeli, che tale fu sempre, ed
è tuttavia la intenzione della Chiesa.
Adesto,
dice il Pontefice al Cielo rivolto,
adesto, qucesumus
Domine Deus, obsequiis nostris, in nomine tuo hunc locum
visitantibus,
&
nostrcejragilitatis ministerio,
&
sicut benedi–
xisti per manus servorum tuorum Abrahce, Isaac,
&
Iacob
terram sepulturce suce peregrinationis; ita, qucesumus Domi–
ne, benedicere, sanctifìcare,
&
consecrare digneris hoc creme–
terium pretto Unigeniti Filii tui Domini nosri Iesu Christi
Sanguinis typice comparatum, ad nostrce peregrinationis
corpora quiescenda, donec per eumdem Dominum nostrum
Iesum Christum de pulvere ad gloriam dones resurgenda.
Questi, ed altri simili modi, co' quali nella mesta piissima
funzione della consecrazione, e benedizione de' cimiteri
prega il Vescovo, e pregano gli astanti, ben ci dimostrano,
come avverte Vanespen, che lo spirito della Chiesa si è,
che in questi sacrati luoghi diasi ai cadaveri de' cristiani re–
ligiosa sepoltura;
Cremeteria proprie ad usum sepulturce ex
intentione Ecclesice destinari,
&
benedici: non ita vero ipsa
tempia, in quorum etiam consecratione corporum in eis sepe–
liendorum mentio non fit, nec orationes, aut benedictiones
ad sepulturam corporum diriguntur.
Adunque perché tanta
solennità di rito, tanta maestà di venerande cerimonie,
tanta premura per la mondezza, e custodia de' cimiteri
prescrive, e brama la santa Chiesa, se ella intende, che il
proprio luogo di seppellire i cadaveri de' morti fedeli siena
i templi, gli oratori, o le cappelle?
E quì ella è cosa degna di osservazione, che, sebbene non
tutti, molti però degli antichi cimiteri, fuori delle città fab–
bricavansi, o sia perché fosse ancora in vigore la chiara leg–
ge trentesima prima delle dodici tavole;
Hominem mor–
tuum in urbe ne sepelito, neve urito;
o sia, che la legge di
Teodosio giuniore non solo avesse forza per la città di Co–
stantinopoli come pensano valenti uomini, ma altrove an–
cora si estendesse, e per le annesse pene restasse ferma, e
fosse osservata, come scrivono alcuni eruditi. Perciocché
dopo di avere l'Imperatore pronunziato,
Omnia, qua: su–
pra terram urnis clausa, ve/ sarcophagis corpora detinentur,
extra urbem de/ata ponantur, ut
&
humanitatis instar ex hi–
beant,
&
relinquant incolarum domicilio sanctitatem,
o co-




