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chia della Città una, o più casse comuni, le quali s'impie–
gheranno al trasporto de' loro cadaveri.
Il. Dalla camera di deposito stabilita in caduna Parrocchia
verranno i cadaveri senza veruna spesa de' particolari tra–
sportati direttamente al destinato Cimitero sopra di un
carro costrutto a quattro ruote in forma di feretro, e decen–
temente coperto.
III. Non sarà però impedito a qualsivoglia persona d'ordi–
nare, che il proprio cadavere, o quelli di sua famiglia siena
trasportati ai pubblici Cimiterj in cocchio, in bussola, od in
altra decente forma, purché ciò segua privatamente, senza
disturbo, e nell'ora prescritta.
IV.
Il
tempo destinato pel trasporto de' cadaveri alle pub–
bliche tombe sarà inalterabilmente, cioè ne' mesi di no–
vembre, dicembre, gennajo, e febbrajo prima delle ore ot–
to di Francia della mattina; ne' mesi di marzo, aprile, set–
tembre, e ottobre prima delle ore sei, e mezzo; e ne' mesi
di maggio, giugno, luglio, ed agosto prima delle ore cinque
di Francia, come sovra.
V. Quelle persone, o famiglie, le quali avendo sepolcri
gentilizj famigliari, od altri particolarmente acquistati in
qualche Chiesa di questa Città, vorranno conseguirne la
surrogazione ne' Cimiterj comuni, dovranno presentarne i
rispettivi titoli al sig. Senatore più anziano della prima fra
le Classi Civili di questo Magistrato, che per un tal effetto
particolarmente deleghiamo, affinché unitamente al sig.
Avvocato generale ne proceda alla verificazione, in segui–
to alla quale verrà loro gratuitamente assegnato un sito di
sepoltura distinto, che, volendo, potranno eziandio far
chiudere, purché il chiudimento segua a loro costo, e se–
condo le istruzioni da darsi dal sig. Regio Architetto.
VI. Coloro, che non avendo nelle Chiese di Città sepolcri
proprj, e distinti, ne desiderassero alcuno ne' nuovi Cimi–
terj, faranno ricorso allo stesso sig. Senatore per attenerne
l'opportuno decreto.
VII. Le iscrizioni, gli ornati, le pitture, ed altre divise, che
è permesso di fare apporre, e di ritenere sovra i sepolcri
particolari delle famiglie tanto surrogati agli antichi, che
assegnati di nuovo, non potranno eseguirsi senza il parere
del preaccennato sig. Regio Architetto.
VIII. Per ultimo ordiniamo sotto pene a Noi arbitrarie,
che nissun cadavere possa essere incassato, e portato alla
sepoltura, se non dopo l'intervallo di ore 24. dalla seguita
morte, e del doppio tempo per i cadaveri di coloro, che
morissero di accidente, rispetto ai quali sarà inoltre neces–
saria la ricognizione, e l'assenso de' periti a ciò destinati.
Mandiamo col presente pubblicarsi le suddette Regie Pa-
tenti ne' modi, ed a' luoghi soliti, onde nissuno possa alle–
gare causa d'ignoranza, e le medesime eseguirsi secondo
loro forma, e tenore, ed alla copia stampata nella Stampe–
ria Reale prestarsi la stessa fede, che al proprio originale.
Dat'in Torino addì undici di dicembre mille settecento
settantasette.
Per detto Eccellentissimo Reale SENATO
IN TORINO NELLA STAMPERIA REALE.
FRANCESCO
LUCERNA-RORENGO DI RORÀ
POZZI.
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PER GRAZIA DI DIO, E DELLA
S.
SEDE APOSTOLICA
ARCIVESCOVO DI TORINO
GRANDE LIMOSINIERE DI S. R. M.
Essendosi degnato il clementissimo nostro SOVRANO
spinto dal paterno amore, che ognora porta a' suoi Sudditi,
e spezialmente all'Augusta Metropoli, di ordinare la edifi–
cazione di due assai ampli Cimiteri fuori le mura di questa
capitale, perché nel seno di essi, come in più atto luogo, sia
data sepoltura ai trapassati, e così rendasi più sgombero, e
puro l'aere della Città; abbiamo Noi perciò dovuto, per
quanto alla nostra Ecclesiastica Podestà si appartiene, va–
rie cose ordinare, e disporre, onde non solamente i mesti
riti prescritti, e le funebri cerimonie abbiansi ad osservare
colla maggiore esattezza, e maestà, ma ancora, mentre si
cerca di tor via per li viventi ogni ostacolo alla sanità cor–
porale, si procuri per le Anime de' defunti più copioso suf–
fragio, e si inspiri verso le ceneri de' morti più di conside–
razione, e più di rispetto di quello che per avventura, pres–
so certi almeno, non vi avesse per lo passato. Perciocché
finalmente la polvere de' sepolcri, e la terra de' cimiteri,
pongono, direm così, sotto degli occhi nostri quel terribile
mistero, di cui parla a Corinzj l'Apostolo, che di
lì
tutti cer–
tamente risorgeremo, ma non tutti perciò saremo immu–
tati, e che in un baleno o noi della morte riporteremo im–
mortale vittoria, o sopra di noi la morte confermerà un
sempiterno dominio:
Ecce mysterium vobis dico: omnes
quidem resurgemus, sed non omnes immutabimur. In mo–
mento, in ictu ocu/i, in novissima tuba; canet enim tuba,
&
mortui resurgent incorrupti,
&
nos immutabimur...
Quum autem mortale hoc induerit immorta/itatem, tuncfiet
sermo, qui scriptus est: absorpta est mors in victoria...
Deo autem gratias, qui dedit nobis victoriam per Dominum
nostrum Jesum Christum.
Parole, che dovrebbero essere




