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G. TORRICELLA ,

Torino e le sue vie,

Tip. G. Borgarefli, Torino 1868.

~

G.G. CRA VERI,

Guida de' Forestieri

per la Real Città di Torino,

G. Borgarelli, Torino 1868.

dola a N.S. delle Grazie, che poi cedette nel

1592 ai Carmelitani di Santa Maria di Piazza.

Nel 1617, sul terreno dove sorgeva la cappella,

vennero innalzati una chiesa ed un convento,

per concessione di Carlo Emanuele I, che aveva

voluto assecondare il desiderio, manifestato

morendo, da Caterina d'Austria, sua consorte e

figlia di Filippo di Spagna.

~

Lo stesso Duca vi chiamò a reggere la chiesa i

Patri Trinitari Calzati, con cura d'anime, sotto

la giurisdizione parrocchiale dei Padri Filippini

di Sant'Eusebio.

~

Attiguo alla chiesa vi era l'orto sperimentale

della Reale Accademia d'Agricoltura, affidato

da molti anni alle dotte cure del celebre agrono–

mo cav. Matteo Bonafous.

~

I Trinitari dal19 maggio 1727 al26 marzo 1728

seppellirono i cadaveri nella loro chiesa.

In quello stesso anno monsignor Gattinara

eresse la chiesa a parrocchia assegnandole un

proprio territorio che comprendeva quattro mi–

glia circa di circonferenza, ed era, nella sua

maggior lunghezza, dell'estensione di oltre un

miglio e mezzo. A questa nuova parrocchia pe–

rò non veniva assegnata la congrua ed i Trinita–

ri, per non perdere il diritto alla medesima, vol–

lero che la parrocchia di Sant'Eusebio si consi–

derasse matrice della loro, per cui la intitolaro–

no: parrocchia Sanctis Eusebii extra muros.

~

LUIGI CIBRARIO,

Storia di Torino

in

due vol. ,

A. Fontana, Torino 1846.

Il convento fu soppresso poco prima della rivo–

luzione francese.

Nel1836 venne avanzata la proposta di trasloca–

re il cimitero poiché la superficie di trecentot–

tanta metri quadrati per quella parrocchia risul–

ta insufficiente, come da relazione dell'inge–

gner Barone il15 agosto 1836,

carta sciolta 4815.

Il decurione e mastro di ragione della città, con–

te Francesetti di Mezzenile, nominò tecnici

esperti i professori Michelotti e Martini per

eseguire la perizia al sito proposto dal Barone,

e con relazione 20 agosto 1836 riconobbero la

necessità di un nuovo cimitero nel borgo Cro–

cetta.

1124 novembre il Comune acquistò l'estensio–

ne di terreno decisa dal-Senato per la costruzio–

ne del nuovo ampliamento, ma nel1898, dal vo–

lume

Torino sacra

dell'Ameudo, risulterebbe

già distrutto.

Nel cimitero della Crocetta, nel1849 venne inu–

mata la salma del generale Ramorino, fucilato a

seguito della sentenza per insubordinazione

emessa dall'apposito Consiglio di Guerra.

Questo sito cimiteriale coincide con l'attuale

area dell'asilo infantile, ma anche nella vecchia

chiesetta sita in via Marco Polo vi sono alcune

lapidi a testimonianza del passato.

In data 6 luglio 1729 la città di Torino assegnò

cimitero di Santa Margherita

una porzione di terreno dirimpetto alla chiesa,

ed attiguo alla strada maestra, perché servisse

da cimitero alla nuova parrocchia.

Essendo la chiesa piccola, i parrocchiani assiste–

vano alle funzioni rimanendo all'aperto sul pra–

to del cimitero, che era chiuso da una siepe, e

che nel1761 venne cinto da un muro.

Gli abitanti della collina, nel1832 avevano con–

tribuito alla costruzione di una chiesa intitolata

appunto alla comunità di Santa Margherita, che

diventò parrocchia nel 1834. Questa comunità

dipendeva dal Cimitero Generale attraverso la

parrocchia della SS. Annunziata di via Po; per

cui, a causa delle molte difficoltà che si incon-

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