8 settembre 1943. Ricordati al Monumentale i caduti, nella speranza che il Paese si riscatti da questa crisi come avvenne allora

 

A 77 anni dall’Armistizio dell’8 settembre 1943, data in cui l’Italia si divise e nacque la Resistenza, al cimitero Monumentale si sono ricordati i caduti. Presenti gli assessori Marco  Giusta per la Città e Andrea Tronzano per la Regione , insieme alle autorità militari e ai rappresenrtanti della Associazioni combattentistiche e dei deportati. A  celebrare la commemorazione  sul sagrato davanti alla cappella presso l’ingresso principale (all’aria aperta per emergenza Covid), il cappellano  dell’esercito Don Diego Maritano. Più che una preghiera universale, un inno ai valori della libertà: ” Purtroppo oggi assistiamo a rigurgiti nostalgici di nazismo o a persone che negano la shoah”- ha detto. -“La commemorazione odierna ci invita a non dimenticare gli orrori di certe ideologie e soprattutto ad avvisarci che senza memoria e senza verità storica si rischia di dimenticare le atrocità commesse, di edulcorare la storia e di ripetere le immani tragedie” . Dopo aver ricordato lo sfacelo del Paese e lo stato di confusione, paura e sgomento  per  gli avvenimenti di quei  giorni, con lo sbandamento delle forze armate dopo l’annuncio di Badoglio della resa,  l’occupazione tedesca sino a Roma e la fuga notturna dalla capitale di re, governo e comando supremo, il cappellano ha lanciato un appello alle autorità presenti alla cerimonia affinché siano consapevoli dell’importanza del loro ruolo,  abbiano coraggio e siano onesti e corretti intellettualmente.  Ha poi concluso con una nota di speranza -” Come vorrei che questo 8 settembre avesse la stessa carica dirompente di quell’8 settembre 1943  per la nostra amata Italia  contemporanea,  dove da una situazione drammatica  i nostri padri hanno saputo costruire un grande Paese, così noi piegati dalla crisi economica, dal covid, dalla crisi sociale e valoriale, potessimo ritrovare l’orgoglio negli studi, nella capacità produttiva, nella ricerca tecnico scientifica, nell’esportazione dei nostri prodotti di eccellenza , nella cura dei nostro tesori naturali e culturali”.  Infine ha ultimato – “Affidando al Signore  coloro che sono caduti per realizzare il sogno di un ‘Italia democratica , conosciuta e stimata in tutto il mondo”.  La cerimonia  è quindi proseguita con la deposizione delle corone di alloro davanti ai cippi con le ceneri dei deportati, e ai partigiani sepolti al Campo della Gloria. Dopo l’omaggio ai caduti militari la commemorazione si è conclusa con le parole del rabbino torinese Ariel Di Porto davanti alla lapide del cimitero israelitico, in cui vi sono segnati i nomi degli oltre 400 ebrei torinesi partiti dal binario 17 di Portanuova come carro bestiame e mai più tornati.

Nelle immagini sopra il Corteo nel viale tra i cippi dei deportati e l’assessore Marco Giusta che omaggia i partigiani al Campo della Gloria. Nella fotogallery alcuni momenti della commemorazione.

 

confal

 

Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2020

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