Frammenti web: il 29 aprile alle ore 17.30, Torino e Cambiano unite sotto il segno dell’arte di Vergnano e Mosso al terzo appuntamento in rete del ciclo di incontri organizzato dalla Commissione per la qualità delle opere cimiteriali e da AFC

Frammenti web: il 29 aprile alle ore 17.30, Torino e Cambiano unite sotto il segno dell’arte al terzo appuntamento in rete del ciclo di incontri organizzato dalla Commissione per la qualità delle opere cimiteriali e da AFC, con la presentazione della mostra sugli artisti Lorenzo Vergnano e Onorio Mosso contemporanei di Giacomo Grosso, ma molto meno fortunati .

Si parlerà delle opere e della vita dei due talentuosi artisti Vergnano e Mosso, al terzo incontro  in rete su arte e cultura nei cimiteri del ciclo “Frammenti web”, organizzato  dalla Commissione di garanzia delle opere cimiteriali, da AFC (la Società pubblica che gestisce i cimiteri torinesi)  e dalla Città di Torino. Il 29 aprile alle ore 17,30, verrà presentata la  mostra che si inaugurerà l’8 maggio in rete presso la Sala del Consiglio Comunale di Cambiano dal titolo :Lorenzo Vergnano e Onorio Mosso. Da Cambiano alla Francia e all’Argentina. Artisti emigrati ai tempi di Giacomo Grosso”. Parteciperanno la curatrice Daniela Miron, lo storico dell’arte Walter Canavesio e il professore del Politecnico  Marco Devecchi, presidente della Commissione per le opere cimiteriali.

Vergnano e Mosso. Contemporanei di Giacomo Grosso ma meno fortunati.  Nati a Cambiano a fine 800 (Vergnano nel 1850, Mosso nel 1861 quasi coetaneo di Grosso), di umili origini (figlio di falegname l’uno, di calzolaio l’altro), formazione all’Accademia Albertina, costretti a migrare uno in Francia l’altro in Argentina.  Vergnano, dopo aver ottenuto molti riconoscimenti in gioventù (già come allievo di Odoardo Tabacchi all’Accademia Albertina, poco più che ventenne,  aveva scolpito “Il genio della scienza”,  la figura sovrastante centrale del monumento al Traforo del Frejus in Piazza Statuto), nel 900 migrò in Francia con la famiglia. Morirà  a soli 60 anni, malato e povero a Torino,  dove aveva appena completato il busto in marmo del re Vittorio Emanuele II, esposto a Roma in Campidoglio. Più fortunato Mosso: verrà sepolto a 82 anni in Argentina dove insegnava pittura all’Accademia di  Tucumàn.In Argentina Mosso cambiò anche nome firmandosi  Honorio Mossi. Nel 1895 dipinse  quello che venne considerato il suo capolavoro “ Cordoba en el ano 1895”. Anche se non fu mai famoso come il suo coetaneo  Giacomo Grosso  anch’egli di Cambiano e figlio di falegnami come Vergnano, ma che già a 29 anni  insegnava all’Accademia, sepolto al Monumentale di Torino tra i benemeriti sotto un’arcata  della terza ampliazione.

Le opere nei cimiteri di Torino e Cambiano.   E’ opera di Lorenzo Vergnano,  una tra le sepolture più originali del cimitero Monumentale, la tomba di Giuseppe Pongilione    chiamata dai torinesi “tomba dij rat” per i topi  che vengono raffigurati insieme ad altri animali simbolici come le civette, le rane e le falene. Si trova nella IV Ampliazione dall’ottobre del 1886, quattro anni prima che il titolare morisse all’età di 77 anni. A sinistra del bassorilievo, un treno accompagna  nell’ultimo viaggio l’ingegnere delle ferrovie che aveva progettato il proprio sepolcro. La tomba è stata recentemente restaurata dalla Scuola di Venaria. Ed è  sempre di Vergnano anche la tomba delle famiglie Nevissano – Bert al cimitero di Cambiano, anch’essa appena restaurata, in cui vengono ritratti il notaio Bert e la moglie in una scena domestica.

Tutte le informazioni sulla mostra sul sito del comune di Cambiano o su : https://www.turismotorino.org/it/eventi/lorenzo-vergnano-e-onorio-mosso-da-cambiano-alla-francia-e-allargentina-artisti-emigrati-ai

 

Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2021

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