VERA E LIBERA ARDUINO

1926 – 1945 (Vera Arduino) 1929 – 1945 (Libera Arduino)

La sera del 12 marzo 1945 una squadra di fascisti prelevò dalla loro casa di via Moncrivello 1, Gaspare Arduino, operaio delle Acciaierie Fiat antifascista, le sue due figlie, Libera e Vera (rispettivamente di 18 e di 16 anni) e alcuni loro ospiti.

Libera ArduinoVera Arduino

Gli uomini, prima vennero torturati poi trucidati la notte stessa nei pressi dell’abitazione, in corso Belgio angolo via Lessolo; Vera, appartenente al Gruppo di difesa della donna in Barriera di Milano, e Libera, staffetta delle Squadre di Azione Patriottica fra la Barriera di Milano e i partigiani in montagna, furono trucidate nei pressi del canale della Pellerina.

“Per il funerale delle Arduino alcune fabbriche hanno mandato delegazioni, altre durante i funerali si sono fermate. Alla Paracchi una ragazza è salita sul tetto e ha messo la bandiera rossa. Un compagno elettricista, che era nelle SAP, aveva staccato tutti i fili d’allarme perché i fascisti non chiamassero i rinforzi. – «Gli uomini fuggano tutti perché davanti al cimitero ci sono i fascisti, ce ne sono già due camion carichi!» – Così gli uomini si sono allontanati, davanti al cimitero siamo arrivate solo noi donne”.

(Miriam Mafai, Pane nero: donne e vita quotidiana nella seconda guerra mondiale, Milano 1987, pp. 252-253)

Ubicazione: Campo della Gloria Cubo 1
Tematica: Personaggi legati alla LiberazioneDal Monumentale ai quartieri: la lotta di Liberazione a Torino

Approfondimenti

Ultimo aggiornamento: 16 maggio 2018

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