MONUMENTO AI CADUTI DELLA LIBERTÀ

Sfilata della liberazione in piazza Vittorio

L’opera, realizzata tra 1946 ed il 1948, è vincitrice del concorso voluto dal Comune di Torino a pochi mesi dalla Liberazione, il 29 agosto 1945.

Il 13 dicembre dello stesso anno l’architetto Carlo Mollìno e lo scultore Umberto Mastroianni ricevono l’affidamento per l’esecuzione del progetto. Sono gli stessi autori a presentare ed a spiegare il significato della loro installazione nella relazione che consegnarono alla Città:

Monumento ai caduti della libertà“Il monumento sorge da un recinto erboso ribassato di 1,50 e di 10 metri di lato. Il muro perimetrale è a blocchi di pietra sbozzata. Al centro del recinto, non accessibile, su un cilindro di granito, poggia la massa grigia di roccia sgrossata a larghi piani ed in questa medesima roccia è scolpito a tutto rilievo un uomo, un caduto. Verticale, poggiante sulla roccia, è una figura che si “libera” come bassorilievo da uno stele di marmo bianco… Questa roccia (sulla quale si lascerà crescere l’erba) ora sorge dalla terra, dalla fossa comune, che può ricordare quella che con i compagni di martirio dovette scavarsi con le proprie mani; muro di esecuzione e fossa ora divenuto recinto al quale si guarda come a un luogo sacro, inaccessibile eppure vicino… Nel nostro caso gli elementi espressivi si possono ricondurre a quelli primordiali di molti popoli: quale il collocare la salma dell’eroe in lato su di un’ara, sovente isolata e sollevata dalla terra quasi a ridarla al cielo; così pure l’istinto del recinto sacro inaccessibile”.

Nella prima foto: Torino, 6 maggio 1945. Sfilata della liberazione in piazza Vittorio. Coll. archivistica: Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea ‘Giorgio Agosti’ (Torino)

Ubicazione: Settima Ampliazione
Tematica: Dal Monumentale ai quartieri: la lotta di Liberazione a Torino

Approfondimenti su Carlo Mollino
Approfondimenti su Umberto Mastroianni

Ultimo aggiornamento: 16 maggio 2018

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